Sahaja Yoga, come realizzarsi completamente

15 maggio 2012 Inserito in In evidenza, Vari

Cosa vuol dire realizzarsi nella vita?

Sicuramente molti di voi si saranno chiesti, almeno una volta, quale è il senso della vita e come è possibile realizzarsi in essa. Consciamente o inconsciamente si è sempre alla ricerca di qualcosa che ci realizzi, che ci dia piena soddisfazione, che ci dia  felicità.
Allora si stabilizzano degli obiettivi e tutte le nostre energie e la nostra attenzione vengono investite nel realizzarli. Poi però, una volta raggiunti e una volta passato lo stato di appagamento che il successo ci elargisce in quel momento,  ci si ritrova a fare la stessa domanda: cosa mi può realizzare completamente?

Se ora ci fermassimo per un attimo ad osservare gli obiettivi che abbiamo perseguito finora, potremmo notare che generalmente abbiamo cercato la realizzazione in qualcosa che era al di fuori di noi (lavoro, affetti, sport, ecc) e quindi in qualcosa destinato ad essere mutabile ed eventualmente a durare per un tempo limitato. Affidare la nostra felicità a qualcosa di transitorio non può che portarci ad un appagamento temporaneo.
Se solo ci fermassimo ancora per un attimo e ci chiedessimo cosa è che nella nostra vita è eterno e immutabile, allora ci avvicineremmo alla soluzione della nostra inquisizione.
Il nostro Sé è eterno e immutabile. In sanscrito è detto Atma e la sua manifestazione è detta Niraananda, ovvero gioia incondizionata. Questo è lo stato di completa realizzazione che tutti possiamo perseguire: la Realizzazione del Sé.
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L’importante è ESSERE giovani dentro

11 maggio 2012 Inserito in In evidenza, Vari

La ricerca di un’elisir di lunga vita o, meglio, di eterna giovinezza è stata un’ambita ricerca da sempre. Anche al giorno d’oggi, è una tendenza sempre più comune fra la persone, inclusi gli uomini, cercare dei rimedi (naturali e non) per combattere l’invecchiamento.
Al di là dell’aspetto estetico — che pure ha la sua importanza visto che tutti amano vedersi in forma — il desiderio di sentirsi più giovani si potrebbe attribuire alla necessità di riportare nella nostra vita i momenti gioiosi, “spensierati” e sereni della nostra fanciullezza.

liberazione

Per quanto cerchiamo di dedicare ogni nostro momento libero al riposo, allo svago e al divertimento, riusciamo difficilmente a liberarci dei segni che lasciano le preoccupazioni, le delusioni, le sofferenze o i momenti difficili e stressanti che puntellano la nostra vita. Sono come delle presenze nascoste nel nostro intimo che ci tirano giù, proprio come se fossero delle zavorre.
A volte sembra proprio di muoversi come se si portassero cento chili sulle spalle, e ogni lavoro o una semplice mansione quotidiana si può trasformare in un’impresa davvero faticosa o spiacevole.
In una situazione del genere, per quanto uno si sforzi per apparire più giovane esteriormente, a cosa potrà servire se non è però in grado di liberarsi di quelle zavorre interiori che lo fanno sentire tanto pesante e affaticato?

Ritrovare la vitalità, la spensieratezza, la serenità è possibile.

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L’Albero della Vita

10 maggio 2012 Inserito in Canali energetici, In evidenza

Si dice che c’è un albero eterno (Ashvattha) le cui radici sono in alto e i rami verso il basso, le cui foglie sono canzoni sacre, e colui che le conosce, conosce i Veda. I rami di tale albero si estendono sia verso l’alto che verso il basso, si sviluppa tramite le tre guna e i suoi germogli sono i vari sensi [organi di senso, mente, ecc.]; le sue radici si diffondono anche verso il basso dando così origine alle azioni nel mondo degli umani.
Gli uomini non vedono la forma di questo albero, né il suo inizio, né la sua fine, né la sua base. (Bhagavad Gita – Capitolo 15)

È stato scritto che l’Albero della Vita sarà percepito per mezzo dell’Acqua della Vita, però nessuno finora ha potuto definire chiaramente cosa fosse questo albero della vita.

Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che procedeva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e d’ambo i lati del fiume stava l’albero della vita che dà dodici raccolti e porta il suo frutto ogni mese; e le foglie dell’albero son per la guarigione delle nazioni. (Bibbia, Apocalisse 22)

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Shri Saraswati, la Musa Ispiratrice

8 maggio 2012 Inserito in Swadisthan

Shri Saraswati (da Cantico, un dipinto di Eva Villa)

Fra tutti i principi sottili, chi ci dà l’ispirazione creativa è Shri Saraswati.
Shri Sarasvati è infatti il principio che risiede nello Swadisthana chakra che è proprio il chakra che ha il compito di darci l’energia per la nostra attività creativa. In particolare Shri Saraswati, ad un livello evoluto, diventa Shri Mahasaraswati (maha significa ‘grande’) che è il potere del canale destro: è tramite il canale destro che infatti si attua la nostra azione, anche quella creativa.

Nella nostra opera creativa, qualunque sia il settore in cui si esplica, è importante essere centrati. Se si va agli estremi, anche il nostro lavoro ne risentirà. Se si va troppo sul lato destro, si tenderà a diventare aridi, violenti ed estremamente razionali; mentre se si va troppo sul lato sinistro si tenderà ad esprimere la nostra melanconia e il nostro sentimentalismo in ogni cosa.


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Addio al mal di schiena

24 aprile 2012 Inserito in In evidenza, Testimonianze

Uno dei disturbi più comunemente diffusi è il mal di schiena. Per quanto non sia una malattia, può essere fonte di forte disagio. Le cause di questo disturbo possono essere variabili, alcune sono fisiche, ma la maggior parte sono ignote.

Mal di schienaEsistono molte terapie efficaci che permettono il recupero da deviazioni posturali (come Pilates, Feldenkrais, il metodo Alexander, ecc), ma fra tutte è interessante l’approccio del Feldenkrais che è stato propriamente chiamato “Conoscersi attraverso il movimento”. In pratica quello che succede (secondo Feldenkrais che aveva osservato per tanto tempo i comportamenti e i movimenti delle persone, soprattutto dei bambini) è che noi adottiamo delle attitudini e dei movimenti scorretti  che con il tempo tendono a creare dei punti di contrazione nel nostro corpo, i quali a loro volta vanno a causare le deviazioni posturali e, in molti casi, dolori permanenti (per approfondimenti Conoscersi è guarire di Steven Shafarman).

Questo approccio è interessante perché ricalca quanto abbiamo osservato finora riguardo i chakra, ovvero che i problemi fisici e le malattie non sono altro che il frutto di un malfunzionamento dei nostri chakra, diciamo l’ultimo stadio del blocco ai chakra. Quando noi adottiamo delle attitudini (e abitudini) scorrette verso noi stessi (lato sinistro) e/o verso il mondo (lato destro) allora andiamo ad influenzare negativamente il lavoro dei nostri chakra. Quando il nostro chakra si blocca (ricordando che a livello fisico esso si manifesta nel sistema nervoso), si creano dei punti di contrazione che possono sfogare in dolore (il dolore non è nient’altro che un segnale del sistema nervoso che ci indica che qualcosa non va).

Allo stesso modo, se ragioniamo a ritroso, è facile rendersi conto che nel momento in cui i nostri chakra vengono curati, essi si rilassano e si aprono; allora il nostro sistema nervoso verrà alleggerito dal suo carico e  non potrà più esserci nessun dolore.

Ma c’è di più.

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Lettera di Bruno

15 aprile 2012 Inserito in Testimonianze

Pubblico questa testimonianza che ci è stata scritta da un detenuto del Carcere di Velletri.
dove, da poco, abbiamo ricominciato i corsi di Sahaja Yoga.
Questa è la seconda di due lettere scritte da Bruno, il quale ha cominciato, ai primi di marzo, l’esperienza di Sahaja Yoga. Il contenuto di questa lettera è stato sottoposto anche all’attenzione del garante dei diritti dei detenuti.

lettera di Bruno parte 1lettera di Bruno parte 2



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Origine sottile delle malattie

14 aprile 2012 Inserito in Discorsi, In evidenza

La prima cosa che vi succede quando cominciate la meditazione che è che fisicamente dovreste sentirvi meglio.

Ora lei mi ha chiesto, “Come fa a curare il cancro e tutte queste malattie?” Ho risposto, “Io non curo, la cura è un effetto collaterale.”
Perché quando la Kundalini sale, essa passa attraverso questi centri energetici. Questi centri energetici sono disposti lungo il sistema nervoso parasimpatico e il sistema nervoso simpatico destro e sinistro – il sinistro per il lato emozionale e quello destro per l’attività fisica e per il mentale – agiscono tutto il tempo e nei casi di emergenza  essi provano a prendere energia da questi centri.
Quando l’energia è tirata fuori da questi centri, allora i centri diventano compressi, come si vede ponendo le dita così [facendo un cerchio con il pollice e l’indice con entrambe le mani e poi sovrapponendoli, come si vede nell’immagine]. Ma quando i centri sono tirati all’infuori [Shri Mataji allontana i cerchi, come si vede dall’immagine], sono costretti a lavorare troppo nei lati e tendono ad esaurirsi, si comprimono sempre di più e i loro principi sottili si assopiscono per recuperare.

Sezione trasversa dei canali energetici

Le malattie cominciano in questo modo. Le malattie, specie il cancro, sono avviate quando queste parti (quella destra e sinistra del chakra) vengono compresse completamente, e in particolare nella parte sinistra, al punto che comincia a funzionare per conto proprio, perde la sua connessione con il tutto e va per conto suo, le cellule vanno per conto proprio. E quando va per conto proprio, si mettono a crescere e come a dominare le altre cellule, ed è così che il maligno è avviato.

Quando la Kundalini sale, quello che fa è risvegliare il centro energetico; nel risvegliarlo anche gli restituisce la sua vitalità e ritorna normale, si apre e  dà energia a quel lato (malato) che ritorna alla normalità.
Ma la cosa principale che succede con la Kundalini è che essa vi connette con il tutto, il potere onnipervadente e tramite quello, per tutto il tempo, l’energia fluisce in voi e voi non potete ammalarvi, perché non c’è mai esaurimento.

Le malattie sono causate anche da sbilanciamenti. Per esempio, oggi, ho incontrato due persone con problemi di fegato. Il problema di fegato, sarete sorpresi, è causato dal pensare troppo, non è causato da nient’altro che l’eccesso nel pensare. Il modo in cui pianificate ogni cosa nei minimi dettagli e usate così il vostro cervello, si ottiene proprio un esaurimento del cervello.
Ma la cosa principale che avviene qui, in questo centro (il secondo, lo Swadhisthan chakra) – che  è un centro molto importante in quanto si occupa della nostra attenzione e di molte altre importanti funzioni come  fornire energia al fegato, al pancreas, alla milza, ai reni e all’utero – è che questo povero fegato deve anche convertire il grasso per l’uso del cervello, perché il cervello e i nervi sono fatti di grasso.

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Il legame sottile fra Radha e Krishna

14 aprile 2012 Inserito in Racconti

Abbiamo visto nella sezione dedicata ai principi sottili del Vishuddhi chakra che questi si sono manifestati pienamente in Shri Krishna, che si dice essere stata un’incarnazione di Dio. Shri Krishna, per sfuggire alla uccisione ad opera dello zio usurpatore Kansa, fu allevato da Yeshoda e Nanda nel villaggio di Gokul; là incontrò Radha che era la sua Shakti (Shakti significa potere, in questo caso è il potere di Dio). Più tardi, quando riconquistò il trono, Shri Krishna si sposò con altre cinque principesse, ma il legame sottile con la sua Shakti rimase immutato e impareggiabile, come mostra questo aneddoto.

Shri Radha e KrishnaAccadde un giorno che le spose di Shri Krishna, diventarono molto gelose di Radhaji e dissero a Shri Krishna: “Tu non ci ami.”
Per giunta, il saggio Narada aggiunse olio sul fuoco dicendo: “Credo proprio che Lui non si prenda mai cura di voi, gli piace solo Radhaji, non è affatto preoccupato di voi.”
Allora Shri Krishna, diplomatico com’era, disse: “Oh Dio… ho un terribile dolore allo stomaco, come faccio?”
E tutti dissero: “Che fare?”
E Lui: “E’ molto semplice, ecco, se una delle mi mogli può darmi la polvere dei suoi piedi, in modo ch’Io possa mangiarla, sarò guarito.”
Tutte temettero per la loro vita, che ci fosse un qualche trucco dietro e non volevano caderci… e così gli dissero, pensate un po’, “Perché non prendi qualche medicina?” qualcuna aggiunse: “Potremmo chiamare il Vaidya (medico Ayurvedico)”
Krishna rispose: “No, so per certo che non posso essere curato da null’altro che dalla polvere di qualcuna delle mie mogli”

Ed allora ciascuna cominciò a guardarsi attorno, tutti si chiedevano: “Che fare? Se non curiamo Shri Krishna… si lamenta molto… che facciamo?”

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Trattamento avanzato: il cocco libera-tutto

12 aprile 2012 Inserito in Trattamenti

trattamento coccoPer quanto il cocco venga comunemente usato in India non solo come alimento ma anche come elemento purificatore, indichiamo l’uso del cocco come tecnica avanzata, perché è bene aver stabilizzato un po’ la propria consapevolezza vibratoria prima di farne uso (e se non sapete cosa sia la consapevolezza vibratoria, è una prova che siete ancora all’inizio del corso). Il cocco ha una forte capacità assorbente, superiore a quella della matka; lo useremo però non come trattamento sulla persona ma per purificare l’ambiente.
Così come esiste la necessità, a volte, di eliminare i cattivi odori da un ambiente, allo stesso modo a volte è necessario liberare un ambiente (che può essere la nostra casa per esempio) dalle “cattive vibrazioni”, possiamo tranquillamente chiamarle negatività.

Come si fa?

La modalità d’uso è davvero banale.
Si compra un bel cocco che abbia l’acqua al suo interno. Poi si spelacchia il meglio che si può e gli si dà una lavata. Quando si è asciugato, lo si mette in un bel cesto o un piatto a vibrare davanti alla foto di Shri Mataji perché prenda vibrazioni. Si lascia lì per una giornata, o una nottata.
Dopodiché si può lasciare lì per assorbire le negatività della stanza dove si medita oppure si può mettere in un altro locale.
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Il Test dei Tre Filtri

12 aprile 2012 Inserito in Racconti

Nell’antica Grecia, Socrate era stimato avere una somma conoscenza.

Un giorno, un conoscente incontrò il grande filosofo e disse:

“Socrate, sapete che ho appena sentito qualcosa sul vostro migliore amico?”

“Un attimo,” rispose Socrate. “Prima di dirmi qualcosa, vorrei sottoporvi ad un piccolo test, è chiamato il Test dei Tre Filtri.”

“Il Test dei Tre Filtri?”

“Proprio così,” continuò Socrate. “Prima che mi parliate del mio amico, sarebbe una buona idea prendersi un momento e valutare quello che state per dire. Il primo filtro è la Verità. Vi siete assolutamente assicurato che quello che state per dirmi è vero?”

“No,” disse l’uomo “in effetti ho appena sentito questa cosa…”

“Va bene,” disse Socrate. “Così voi non sapete veramente se è vero o no. Ora proviamo il secondo filtro, il filtro della Bontà. Quello che sta per dirmi sul mio amico è qualcosa di buono?”

“No, al contrario…”

“Così,” continuò Socrate “volete dirmi qualcosa di cattivo su di lui, ma non siete certo che sia vero. Potete ancora essere in grado di passare il test comunque, perché c’è un ultimo filtro rimasto: il filtro dell’Utilità. Quello che state per dirmi del mio amico mi sarà utile?”

“No, veramente no.”

“Bene,” concluse Socrate, “se quello che volete dirmi non è né vero, né buono e nemmeno utile, perché dirmelo allora?”

Fonte sconosciuta.