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Introduzione alle News

7 marzo 2013 Inserito in News

Per quanto lo Yoga sia una disciplina orientale, si avvicina al nostro mondo più di quanto immaginiamo. Se facciamo un confronto fra gli insegnamenti di Sahaja Yoga e gli insegnamenti di grandi personalità che si sono incarnate in varie parti del mondo (possiamo chiamarli profeti, maestri o anime realizzate, come preferiamo, è il loro messaggio che conta), in effetti possiamo notate che sono praticamente gli stessi, anche se dette con parole e termini diversi.
La varietà culturale non è quindi un ostacolo, ma un incentivo in più per la nostra crescita interiore, per conoscere aspetti che non sono evidenziati nel mondo in cui siamo cresciuti, ma che ci permettere di evolvere più velocemente.

Sahaja Yoga è meditazione prima di tutto. Praticando questa meditazione ci si rende conto che non è un angolino nella nostra vita quotidiana, ma è parte integrante ed essenziale di essa. Ci rende migliori dentro e rende migliore il mondo intorno a noi. Possiamo fare di più e possiamo farlo meglio. Se siamo artisti, diventermo più ispirati. Se siamo ingegneri, troveremo soluzioni ottimali per ogni problema. Se siamo insegnanti, troveremo il modo migliore per passare la conoscenza agli studenti.
Insomma, Sahaja Yoga agisce spontaneamente ad ogni livello personale, ma anche sociale.

Si susseguono sempre più frequentemente eventi in cui Sahaja Yoga viene introdotto in varie istituzioni, enti sociali e culturali. Condivideremo con voi queste informazioni, così che chi volesse, potrebbe anche partecipare agli eventi.

Una brillante parabola sufi: chi è superiore a tutti?

22 gennaio 2013 Inserito in Racconti

Nei tempi in cui la terra era divisa in tanti piccoli stati, uno di loro ebbe un raduno festivo per il re, i ministri e tutti i personaggi importanti di quel paese.
Ognuno di loro era assegnato ad uno specifico tavolo, corrispondente al suo rango.
Nel posto d’onore di trovava il trono e il Capo dei Ministri stava solo aspettando il re per poter cominciare la cerimonia.

Improvvisamente, un Sufi vestito di cenci entrò nel salone e, con grande sconcerto da parte del Capo dei Ministri e di tutti i presenti, si andò a sedere con molta disinvoltura sul trono.

Parabola sufi

Passato il momento di sgomento, subito il Capo dei Ministri apostrofò l’inatteso arrivato:
“Cosa stai facendo qui?”
“Sto sedendo, tutto qui” disse il Sufi.
“Ma non hai il diritto di sederti sul trono, perché non sei nemmeno il Capo dei Ministri, che sono io!”
“Io sono più in alto del Capo dei Ministri” disse il Sufi.
“E cosa saresti allora? il re?” chiese indispettito il Capo dei Ministri.
“No, sono al si sopra del re”
“Sei forse l’imperatore?”
“Oh no, sono al di sopra dell’imperatore”
“Sei allora un profeta?”
“No, sono più in alto di un profeta”
A quel punto, il ministro, quasi in preda alla furia “Non vorresti forse dirmi che sei Dio?”
“No, sono al di sopra di Dio” disse tranquillamente il Sufi.
“Nessuno può essere al si sopra di Dio!”
“Hai ragione, infatti io sono nessuno”

Donne e dolori

21 ottobre 2012 Inserito in Scienza

Risolvere i problemi del ciclo mestrualeCome sappiamo, uno degli aspetti più belli della donna è di poter dare vita ad un nuovo essere umano. La donna dispone di un sistema abbastanza sofisticato, ma altrettanto delicato, che le permette di ospitare il nuovo nascituro.
Purtroppo però in molti casi succede che questo complesso sistema non funziona nel modo ottimale e questo crea dei problemi molto fastidiosi. Si possono presentare disfunzioni del tipo: polimenorrea (mestruazioni più frequenti, tipo ogni 15-23 giorni); oligomenorrea (mestruazione ritardata, in un ciclo che supera i 29-31 gg); amenorrea (assenza della mestruazione); ipomenorrea (mestruazione scarsa, per durata e per quantità); ipermenorrea (mestruazione abbondante e che può superare i 5 giorni); menorragia (perdita mestruale che supera tutti i paremetri, più grave della ipermenorrea); menometrorragia (perdita ematica che inizia nell’epoca normale di insorgenza del flusso e continua per periodo intermestruale). La lista è abbastanza lunga e ad essa possiamo aggiungere i dolori mestruali, di cui molte soffrono,  e in ultima analisi la menopausa, che è la fase finale del ciclo mestruale in una donna e che in molti casi presenta degli effetti molto fastidiosi.

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Partner UNESCO, Centro per la Pace

13 settembre 2012 Inserito in Articoli vari

Il gruppo americano Sahaja Meditation (ovvero il gruppo americano di Sahaja Yoga) è stato accreditato come partner dell’UNESCO (Nazioni Unite per l’Organizzazione Educativa, Scientifica e Culturale).

Di seguito la descrizione di Sahaja Meditation fornita sul sito medesimo:

Sahaja Meditation è un tecnica semplice e tradizionale. Aiuta a ridurre lo stress e ad aumentare il benessere. Aiuta a focalizzare l’attenzione e a diventare più centrati e bilanciati.

Se non c’è pace dentro di noi, possiamo veramente sostenere la pace globale?

“Poiché la guerra comincia nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che le difese per la pace devono essere costruite.”
Costituzione UNESCO

L’umanità ha cominciato a realizzare l’importante dell’auto-sviluppo e dell’equilibrio interiore, in particolare fra i giovani e coloro che sono in prima linea nelle scienze, in politica, nell’educazione e nell’arte.
Come partner del Centro UNESCO per la Pace, Sahaja Meditation è strutturata per sviluppare, rafforzare e integrare le potenzialità umane, in tutti gli aspetti. In questo modo noi diventiamo veramente strumenti per la pace nei nostri propri paesi e in tutto il mondo.
Con la meditazione Sahaja, uno può accedere alla propria interiorità e sfruttare il suo potere per portare un equilibrio olistico come pure un vero stato di pace e silenzio mentale. L’esperienza del silenzio è tangibile e rivoluzionaria per il fatto di poter essere raggiunta nel corso di un solo pomeriggio!
Con la pratica regolare, i problemi di salute possono essere eliminati e la completa armonia di sé con ciò che ci circonda diventa una realtà. È un indispensabile investimento nell’agevolare il proprio perfezionamento a ogni livello. Tutte le classi e i laboratori sono offerti gratuitamente e tutti possono praticarlo.

Clicca qui per visitare la pagina Partners di UNESCO

Hamsa chakra

26 agosto 2012 Inserito in Vishuddhi

Oltre ai sette chakra principali, esistono altri sottochakra. Nonostante l’appellativo di “sottochakra” anch’essi sono molto importanti.

In questo articolo vedremo un chakra posto nella testa fra le due sopracciglia, praticamente alla base del cervello, detto Hamsa chakra. Questo chakra è posto fra il Vishuddhi chakra e l’Agnya chakra andandone a realizzare un’importante connessione.
Questo chakra è posto alla base del cervello, che è chiamato muldar, e questa parte è il controllore totale dell’intera parte della base del cervello. È ancora parte del Vishuddhi chakra ed è estremamente importante per quel che riguarda la consapevolezza umana, perché le due Nadi (Ida e Pingala) prima di entrare nell’Agnya chakra, parte di loro, s’incrociano proprio nell’Hamsa chakra. Così, quando l’ego e il superego si sviluppano nel nostro cervello e coprono l’area limbica, da entrambi i lati i “fili” che vengono dal Vishuddhi si collocano su di loro attraverso l’Hamsa chakra. Esso trattiene alcuni fili, alcune componenti di Ida e Pingala che non sono ancora arrivate all’Agnya, ed esse fluiscono verso il vostro naso e si esprimono attraverso gli occhi, la bocca, la fronte. Come sapete, il Vishuddhi Chakra ha sedici aspetti (petali) che controllano gli organi di comunicazione quali gli occhi, il naso, la gola, la lingua, i denti, ma è l’Hamsa che controlla l’esprimersi di tutte queste parti; è perciò molto importante per gli occi­dentali capire l’Hamsa Chakra.

Il nome di questo chakra, Hamsa, in sanscrito significa “cigno”, un nome alquanto significativo. Il cigno ha una particolare abilità, quella di essere in grado di assorbire il solo latte da una mistura di acqua e latte. Questa capacità di una così sottile discriminazione viene considerata come simbolo della qualità intrinseca di questo importante chakra: il discernimento.

Ma cos’è il discernimento?

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Gautama Buddha e la Realizzazione del Sé

25 luglio 2012 Inserito in Agnya, Discorsi

Come sapete, Buddha era il figlio di un re. Un giorno rimase sconvolto nel veder camminare per la strada un uomo molto povero, scarno, molto infelice, e si sentì molto triste. Poi vide un uomo molto malato, in procinto di morire. Poi vide un uomo morto, che veniva trasportato al luogo della cremazione. Tutto questo lo turbò molto, per cui iniziò a riflettere e a ricercare la ragione di tutti questi accadimenti umani.
Innanzitutto, perché gli uomini diventano così infelici, perché si ammalano, perché muoiono così miseramente? La ragione la trovò nel corso della sua ricerca. Girò il mondo intero, direi, nel senso che lesse le Upanishad, andò da molti guru, visitò molti luoghi di educazione spirituale, come Benares; si recò ovunque.
E alla fine, mentre era seduto sotto un albero di banyan, all’improvviso la sua Kundalini fu risvegliata dall’Adi Shakti ed Egli ricevette la Realizzazione.

Il Buddha Siddhartha Gautama
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Alessandro Magno e il potere di una stringa

24 luglio 2012 Inserito in Racconti

Questo aneddoto riporta un’interessante principio che noi, parlando del Vishuddhi sinistro, ovvero di Shri Vishnumaya, abbiamo chiamato principio della sorella. Ovvero, del rapporto puro fratello-sorella che si può instaurare fra uomini e donne, un rapporto diverso da quello con il marito o del padre (moglie o madre), ma altrettanto importante. Infatti il fratello è colui che si preoccupa di proteggere la sorella e di difendere la sua castità; allo stesso tempo anche la sorella si prende cura del fratello. In India anche questo rapporto viene sacralizzato con una cerimonia chiamata Raksha Bandhan, nella quale le donne scelgono fra gli uomini quelli che sentono come fratelli; vanno da loro e offrono loro un braccialetto fatto con dei fili colorati di cotone (o una stringa di cotone), detto rakhi, che è il simbolo di questo puro rapporto. La nostra storia parte proprio da qui.

Alessandro Magno aveva conquistato molte terre ed anche in India aveva fatto molte conquiste, fino a che non fu sconfitto e imprigionato da un re di nome Puru.
Ora, la moglie di Alessandro era una principessa indiana e, naturalmente, si mise a cercare il modo di liberare suo marito quando seppe del suo imprigionamento. Quando il giorno del Raksha Bandhan arrivò ebbe un’idea: quella di mandare il rakhi al Re Puru.
Quando il Re Puru ricevette il rakhi nel giorno del Raksha Bandhan, non poté rifiutare. Dopo averlo accettato, chiese, “Chi è la sorella che mi ha mandato questo raki?” “È la moglie di Alessandro.”
“Oh Dio che ho fatto”, si sentì subito preoccupato il re “ho messo in prigione mio cognato!” Senza nemmeno conoscere la donna che lo aveva scelto, avendo accettato il rakhi,  automaticamente lei era diventata sua sorella. Tanto era importante la relazione fratello-sorella per loro che in nessun caso poteva essere trasgredita.

Allora, andò subito da Alessandro e si scusò, “Perdonami, perdonami, non sapevo che fossi il marito di mia sorella, vieni fuori e sii il benvenuto” e così lo fece sedere sul suo trono con tutti gli onori.
Naturalmente, Alessandro non ci stava capendo niente. Lui era l’invasore e gli stavano chiedendo perdono e trattandolo come un ospite. Sembrava che fossero diventati tutti matti.

Quando tornò a casa, sempre confuso e incredulo, sua moglie stava sorridendo. Lui le chiese perché sorridesse, e lei rispose: “Sapevo che il trucco avrebbe funzionato con un indiano”. “Quale trucco?”
Lei gli mostrò un filo. “Questo trucco.”
Lui non riusciva a capire e si mise a fissarlo. “Ma che cos’è?” Lei rispose: “Questo è un rakhi. È ciò che gli ho inviato. È il simbolo della sorella ed è per questo motivo che ti ha rilasciato.”
Alessandro dovette sedersi. Disse: “Oh Dio, questa gente può rilasciare i nemici grazie ad un filo? Non posso assoggettare questa gente. Sono troppo buoni, troppo sottili. Noi non riusciremo mai a comprendere queste sottigliezze”.
Allora si ritirò dall’India. Ma portò con sé alcuni poeti che cantarono le sue lodi per la sua personalità e generosità.

Lo strano caso di Cauldwell Street

21 luglio 2012 Inserito in Testimonianze

Non è nostra intenzione mettere troppo l’attenzione sui casi cosiddetti “miracolosi” che sono avvenuti in Sahaja Yoga (benché siano davvero tanti), perché ognuno ha il diritto di scoprire da sé il valore sottile di Sahaja Yoga nella propria vita. Noi chiamiamo “miracolo” ciò di cui non conosciamo il meccanismo sottile; ma una volta nota la conoscenza dei chakra e la connessione sottile che realizziamo con il mondo, tante cose diventerano chiare.
Vogliamo altresì riportare la seguente storia, perché ha avuto il destino di essere riportata un su un quotidiano locale al luogo in cui è avvenuto, il Bedfordshire journal, nel giorno del 14 ottobre del 1982.
Questa è la storia di un giovane studente inglese che, ignaro dell’esistenza di Sahaja Yoga e della conferenza di Shri Mataji che si stava svolgendo a breve distanza da lui, ha avuto modo di sperimentare i benefici di Sahaja Yoga.

Il Guru e il ragazzo miracolato

Una guaritrice indiana e un giovane adolescente da Bedford sono al centro di un bizzarro mistero-miracolo.

Come Jason Haynes, 17 anni, è finito su un cumulo dopo un incidente con il motorino, lui ha detti di aver visto una signora spirituale avvicinarsi a lui e lenire il suo dolore andando semplicemente a poggiare le sue mani su di lui. Ma nel momento dell’incidente, di giovedì sera, la “Santa Madre” Mataji Nirmala Devi era a un quarto di miglio di distanza ad un incontro pubblico in Harper street.
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La Purezza della Regina Padmini

21 luglio 2012 Inserito in Racconti

Questa storia risale al tredicesimo secolo, quando il Sultano di Delhi si recò nel regno di Chittor per conquistare la sua regina.
Il regno di Chittor era governato dal valoroso e nobile Re Rawal Ratan Singh che, oltre ad essere un bravo marito e giusto sovrano era anche patrono delle arti. Nel suo palazzo c’erano molti artisti di talento, tra cui Raghav Chetan. Ma Raghav Chetan celava un terribile segreto, egli usava la magia nera per liberarsi dei suoi rivali. Un giorno però fu colto sul fatto e il re, terribilmente arrabbiato, decise di bandirlo dal regno, dopo averlo debitamente umiliato.
Così facendo, il Re Ratan Singh si era guadagnato un pericoloso nemico. Infatti, Raghav Chetan si diresse immediatamente verso Delhi, per cercare il patrocinio del Sultano Ala-ud-din Khilji. Il Sultano fu colpito dal suo talento musicale, ma il desiderio di vendetta spinse Ratan Singh a sfruttare quel momento per recare danno al Re di Chittor.
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