Home » Page 7

Musico-terapia: metodo Woodpecker

16 luglio 2012 Inserito in Mantra

dr Arun Apte, musico terapia indianaIn questa breve classe di musico-terapia, vorrei includere anche un altro interessante metodo realizzato dal dr Arun Apte. È un metodo interessante perché permette non solo di rimanere senza pensieri – così come promette il dr Arun Apte – ma permette anche di migliorare la nostra pronuncia. Dr Arun Apte lo chiama “Woodpecker Method” ovvero “Metodo del Picchio” perché si basa sulla ripetizione di note e sillabe con un certo ritmo e una certa intonazione
L’esperienza dal vivo è decisamente molto più interessante e anche divertente, però vi propongo qui una registrazione per poter fare anche voi la vostra esperienza. Questo brano non va ascoltato, ma dovete partecipare andando a ripetere insieme agli allievi della registrazione quello che pronuncia il maestro.
Continua a leggere »

Raga e chakra

16 luglio 2012 Inserito in Mantra

note indianeNella musica classica indiana, esiste un sistema di classificazione musicale detta Raga.
I Raga sono delle espressioni musicali che si basano su un determinato gruppo di note. Le note principali sono sette come nella nostra scala e vengono denominate: Sa, Re, Ga, Ma, Pa, Da, Ni.

Le note, così come i Raga, hanno una corrispondenza e quindi un effetto benefico con i nostri chakra.
Nel caso delle note:
Sa corrisponde al Mooladhara chakra, Re allo Swadisthana, Ga al Nabhi, Ma al Cuore (è interessante notare che Ma indica Madre che è il principio del Cuore centro), Pa è il Vishuddhi (anche in questo caso è interessante notare che Pa indica Padre e che Shri Krishna corrisponde al principio del Padre), Da è l’Agnya e Ni è il Sahasrara.
Continua a leggere »

Il Ganesha Tattwa e la cura dei bambini

16 luglio 2012 Inserito in Discorsi, Mooladhara

Ganesha Tattwa è il principio di innocenza, che si trova in noi e in tutta la creazione. Shri Ganesha è il principio sacro del Mooladhara chakra che Shri Mataji cita per farci comprendere il valore delle qualità di innocenza e di saggezza dentro di noi, in questo estratto da un discorso tenutosi a Les Diablerets (Svizzera), 8 Agosto 1989.

Shri Mataji Nirmala DeviLa nostra innocenza deve essere pienamente sbocciata perché possiamo accedere alla grazia che deriva da un Mooladhara chakra pienamente sviluppato. Anche se in passato possiamo aver commesso errori contro la nostra innocenza, possiamo recuperarla e ritornare innocenti come bambini.

Avrete notato che quando talvolta schiaffeggiate i bambini, vi arrabbiate con loro, essi se ne dimenticano; essi ricordano soltanto l’amore, e non ciò che hanno sofferto dalle vostre mani. Finché non crescono, non hanno memoria delle cose sgradevoli subite. All’inizio, quando un bambino nasce dalla madre, egli non si rende conto di ciò che ha dovuto affrontare, ma gradualmente la memoria inizia a funzionare e ad immagazzinare in lui le esperienze. All’inizio, però si ricorda soltanto delle cose piacevoli che gli sono accadute. Ci piace sempre ripensare alla nostra infanzia, a ciò che ci ha procurato gioia nella fanciullezza; durante la crescita, invece, si inizia a ricordare tutte le avversità e le sofferenze che abbiamo dovuto affrontare, tutte le dure prove che abbiamo affrontato e tendiamo ad amplificarle.
Durante l’infanzia, i bambini si ricordano soltanto delle persone che li hanno amati, non di chi li ha feriti; forse non vogliono ricordarsene, così pare. Ma quando crescono, cercano di ricordare soltanto chi li ha danneggiati o infastiditi. Ed è così che rendono se stessi molto avviliti.

Continua a leggere »

Commenti disabilitati

Bija Mantra e Bija Akshar

12 luglio 2012 Inserito in Mantra

I mantra sono delle particolari espressioni fonetiche che hanno un effetto positivo sui nostri chakra. Per cui pronunciare i mantra durante la meditazione fa parte del set di lezioni di musico-terapia.

I mantra sono diversi a seconda del chakra che si sta curando. In particolare esistono dei mantra base che sono chiamati Bija. Bija significa seme e sta ad indicare il fatto che questi sono i mantra base. Abbiamo già incontrato uno dei Bija Mantra: l’Omkara.

I Bija Mantra sono i suoni prodotti dalla rotazione dei chakra (ricordiamo che i chakra sono delle ruote d’energia — tipo gli elettroni attorno ai nuclei degli atomi per farci un’idea), che ruotano con differenti frequenze e quindi producendo differenti suoni.
Mentre i Bija Akshar sono i suoni corrispondenti ai diversi aspetti dei chakra (petali o valenze) e si percepiscono quando la Kundalini passa attraverso si essi.

Bija Mantra e chakraNaturalmente, se mettiamo l’orecchio vicino ad un chakra non è possibile sentire nulla, perché questi suoni sono di tipo anahat, ovvero non prodotti da frizione o percussione.
E allora come si fanno a conoscere?
Gli antichi meditanti erano riusciti ad interiorizzare a tal punto la propria attenzione da poter vedere e sentire i propri chakra; da qui sono derivati questi suoni che poi sono diventati l’alfabeto del sanscrito, detto Devanagari (letteralmente devanagari significa “linguaggio parlato dagli dei”), che è stato usato anche per l’hindi.


Ora riporteremo questi mantra e un possibile esercizio di pronuncia che abbiamo fatto durante un corso nell’accademia di Vaitarna in India, sotto la guida del maestro Arun Apte. Il dr Arun Apte aveva cominciato questa scuola di musica terapia cui tutti potevano partecipare ed imparare queste interessanti tecniche per poterle riproporre al mondo intero.
Continua a leggere »

Musico-terapia

7 luglio 2012 Inserito in Scienza

Musico terapia indianaCome molti sanno, la musica oltre che a dilettarci, può anche avere effetti benefici sul nostro sistema sottile.
Noto è il caso in cui è stato sperimentato che la musica di Amadeus Mozart abbia provocato miglioramenti sulle prestazioni di alcune attività mentali, al punto da denominare questo fenomeno Mozart effect.

In questo articolo prenderemo in considerazione la musica classica indiana, che tradizionalmente ha l’obiettivo di agire a livello sottile sui nostri chakra per migliorarli. La conoscenza originale di queste cose si ritrova nei Veda: Gandharva Veda, che è parte del Sama Veda, è considerato il Veda della Musica (da notare che il popolo dei Gandharva sono considerati i musici dell’Olimpo indiano).

Come agisce la musica classica indiana ad agire sul sistema dei chakra?

Nella nostra vita quotidiana, succede che i nostri sette chakra non sono attivi sempre: alcuni di loro non lavorano propriamente perché mancano dell’energia necessaria per farlo. Siccome i chakra sono connessi con i vari organi del nostro corpo, ad un loro blocco corrisponde uno squilibrio anche a livello fisico. Anche l’equilibrio mentale ed emotivo sono strettamente dipendenti dallo stato dei nostri chakra.

Osserviamo le cose nel dettaglio per meglio comprendere l’azione della musica sui chakra. I chakra sono in effetti delle “ruote di energia” (chakra significa letteralmente ruota) che girano ad un’opportuna frequenza; se per qualche motivo la loro rotazione è disturbata allora i chakra non riescono a funzionare nel modo corretto; se poi questa condizione di lavoro permane, allora essi vi si stabilizzano. A quel punto, risulta più difficile ritornare alla condizione ottimale di funzionamento, perché essi si sono sono stabilizzati in una nuova condizione di equilibrio, pur non essendo la migliore.
Questo tipo di comportamento possiamo osservarlo nella nostra vita. A volte capita di adottare delle attitudini che anche sappiamo essere sbagliate, ma che a lungo andare diventano una condizione di stabilità. Naturalmente, in quel caso potremmo fare uno sforzo per cambiare e acquisire delle abitudini e attitudini sane.

Ma come fare ad intervenire sui chakra?

Abbiamo visto che il modo migliore e più semplice per migliorare i nostri chakra è che sia la nostra energia madre Kundalini ad occuparsene. Il processo di risveglio della Kundalini lo abbiamo chiamato Realizzazione del Sé, perché il fine ultimo di questo processo di crescita interiore è di realizzare il proprio sé.
Abbiamo anche visto che tramite gli elementi (vai alla sezione Elementi per saperne di più) possiamo aiutare questo processo di guarigione dei chakra. Uno degli elementi visti è l’aria e che, corrispondentemente, uno dei trattamenti usati è quello dei mantra, perché i mantra hanno dei suoni che entrano in armonia con i chakra e li aiutano.

Ci sono dei modi diversi di intervenire quindi, attraverso i mantra e attraverso la musica. Li vedremo entrambi nel dettaglio.

Storiella cinese: cercare nel posto giusto

6 luglio 2012 Inserito in Racconti

Questa storiella cinese è un po’ insolita, ma fa riflettere.

Un giorno una donna era alla ricerca del suo ago perduto. E lo cercava freneticamente dappertutto. Andò fuori in strada e cominciò la sua ricerca minuziosa.
Allora qualcuno le chiese cosa stia cercando e lei rispose di aver perso un ago.

“Dove lo avete perduto?”, chiese la persona.

“Oh, l’ho perso in casa”, rispose la donna.

“Ma allora perché lo cercate qui fuori?” si meravigliò quella persona.

“Oh, perché in casa è troppo buio, mentre in strada è ben illuminato”, replico la donna.

Potremmo sorridere a questa storiella, ma in verità ha un significato profondo. Infatti anche noi abbiamo perso qualcosa, che si trova dentro la nostra casa, dentro di noi.
E ci affanniamo a cercarlo fuori, nel mondo esteriore. Cerchiamo la nostra beatitudine nella fama, nel successo, nella ricchezza, nel sentimentalismo, in tutte le possibili direzioni nel mondo esterno perché pensiamo che sia più semplice. In verità abbiamo già tutto dentro si noi e abbiamo solo bisogno di accendere la luce per poterlo vedere.

Le qualità di un maestro sahaja

6 luglio 2012 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Estratto di un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi sul principio del guru. Cabella Ligure (Italia), 19 Luglio 1992.

Shri Mataji Nirmala DeviIeri mi è stato chiesto dello status di guru. E’ uno stato, non uno status perché uno status è una cosa esteriore, può essere attribuito a chiunque e chiunque può dire “Questo è il tuo status”. Uno status può essere conferito per meriti particolari. Invece questo è uno stato; stato significa l’essere innato che si è evoluto a quel livello in cui voi siete diventati maestro.

Naturalmente, per cominciare dovete essere i maestri di voi stessi; se non siete nemmeno i maestri di voi stessi come potete raggiungere quello stato? Come vi ho detto è innato, ma allora potreste pensare che se è in modo sahaj, come lo si ottiene? Ci sono determinate facoltà che dobbiamo sviluppare, per cominciare.
La prima è diventare sena pensieri pensieri. Nella meditazione potete diventare senza pensieri per qualche istante; gradualmente la durata di questo stato dovrebbe aumentare. Questo può diventare anche uno stato permanente. Ma, di nuovo, come lo otteniamo? Le persone pensano che nulla possa avvenire spontaneamente, qulacosa deve essere fatto. Perciò in Sahaja Yoga abbiamo qualcosa di veramente semplice, un mantra: il Nirvichara mantra (Om Twamewa Sakshat, Sri Nirvichara Sakshat, …).

Per cui quando guardate qualcosa e dite il mantra a Nirvichara, solo allora iniziate a vedere veramente quella cosa, siete i testimoni, vedete l’essenza perchè siete senza pensieri. È molto importante creare questo primo stato dentro di noi, diventare il testimone (Sakshi). Non appena diventate testimoni, qualsiasi cosa stiate guardando diviene chiara, sia a livello sottile che materiale.  Riconoscete ciò che vedete e questo diviene parte della vostra conoscenza.
Possiamo descrivere questo processo con una terminologia più moderna: vedete qualcosa, viene registrato nella vostra mente e manifesta gioia, conoscenza, compassione, qualsiasi cosa di cui la situazione abbia bisogno.
Ora voi possedete più dimensioni, che dovete sviluppare. Se incontrate qualcuno con cui dovete discutere, e questi parla a più non posso, non fate altro che entrare in consapevolezza senza pensieri. Cosa accade allora? Per prima cosa, i suoi pensieri, il suo bombardamento non vi disturberà più, perché siete del tutto in un differente stato. Inoltre in quello stato i vostri poteri si manifesteranno: potrebbe calmare il vostro interlocutore   [Madre usa l'espressione 'rinfrescarsi'], potrebbe farlo tacere, o questi potrebbe anche provare un tremendo amore per voi.

Continua a leggere »

Commenti disabilitati

Fare introspezione per progredire

4 luglio 2012 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Estratto da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi sul principio del guru. Cabella Ligure (Italia), 28 Luglio 1991.

Il principio del guru è estremamente rigido, e a causa di questa rigidità molta gente non ha potuto conformarsi agli ideali di un discepolo. In passato il guru doveva avere autorità assoluta, ed era lui a decidere se accettare o meno i discepoli. Così ognuno doveva sottoporsi a grandi tapasya, grandi penitenze, anche solo per diventare un discepolo; e il guru giudicava solo in base alla durezza [delle penitenze]. Il guru viveva sempre nella giungla e sceglieva pochissimi discepoli, che dovevano elemosinare il cibo nei villaggi vicini e cucinarlo con le proprie mani per nutrire il guru.

Diventare maestri di se stessi

Shri Mataji Nirmala DeviIn Sahaja Yoga non è così.
La differenza fondamentale è che a quel tempo a pochissimi individui era data la possibilità di diventare a loro volta dei guru. E questi pochi, scelti tra moltissimi, si sentivano veramente speciali per il fatto di essere stati scelti, per cui tutto ciò che dovevano affrontare era benvenuto: con questa idea diventavano discepoli.
In Sahaja Yoga è molto diverso, direi l’opposto. Anzitutto, il vostro guru è una madre, che soffre di Sandra Karuna – per la più piccola cosa che vi accade i miei occhi si riempiono di lacrime. Per cui come madre mi è molto difficile essere un guru; ma allo stesso tempo per voi è difficile andare molto in alto, perchè vi perdete nel mio amore e in quell’amore dimenticate a volte che il vostro progresso è molto lento. È molto importante che in Sahaja Yoga siate severi con voi stessi. Ecco perchè si dice che dovete essere il guru di voi stessi, cosa che la gente non comprende. Essere il guru di se stesso significa guidare se stesso, trattarsi come un discepolo, darsi delle regole.

Se non capite che avete la responsabilità di fare questo da soli, non potete crescere molto velocemente; questo è un tipo di relazione molto diversa di quella tra guru e discepolo.

Ho sempre detto che dovete diventare il guru di voi stessi, per cui dovete fare molta introspezione e fissare i vostri ideali.
Io sono seduta di fronte a voi, avete visto come sono: mangio di tutto, posso fare a meno di mangiare per giorni; posso dormire ovunque o non dormire del tutto; viaggio per chilometri e chilometri senza mai stancarmi. Ho questa energia perchè sono anche il guru di me stessa.

Continua a leggere »

Commenti disabilitati

Guru significa andare oltre la gravità

2 luglio 2012 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Estratto da un discorso di Shri Mataji Nirmala Devi riferito al Principio del Guru, tenuto nel 6 luglio 1986 in Austria.

Ogni volta è una bellissima sorpresa vedere il modo in cui i sahaja yogi stanno diventando un tutt’uno con il Divino. Si può vedere molto chiaramente l’espressione della loro gioia, la concezione del Divino. Per questo desidero che siate tutti seduti nel Regno di Dio come me oggi.
Dobbiamo renderci conto che adesso siamo parte integrante di questa stessa consapevolezza cosmica, il Brahma. Colui che crea, coordina, pianifica ogni dettaglio e ama attraverso la Sua creazione, attraverso la Sua espressione, è questa consapevolezza cosmica.
Noi, non solo ne facciamo parte, ma possiamo manovrarla, possiamo regolarla, possiamo usarla, possiamo farla funzionare… quando siamo in questo stato siamo guru.

Shri Mataji Nirmala Devi

Continua a leggere »

Commenti disabilitati

A proposito di religione

1 luglio 2012 Inserito in Articoli vari

La religione è diventato un argomento scottante negli ultimi tempi e sempre più persone non vogliono proprio sentirne parlare.
Questa situazione è abbastanza comprensibile, in quanto spesso a religione non è stata effettivamente un mezzo per aiutare l’ascesa spirituale delle persone, ma qualcosa di diverso. Questo discorso vale in generale, in quanto è una situazione che si è verificata in molti paesi del mondo.
Non solo questo. Purtroppo è  anche accaduto che dall’Oriente, molti sedicenti maestri si sono recati in occidente per adescare i ricercatori che, in buona fede, hanno seguito i loro falsi insegnamenti, per ritrovarsi poi in situazioni davvero spiacevoli. Molti di questi maestri potevano essere delle persone che avevano delle conoscenze parzialmente corrette ed anche per questo era difficile smascherarli.
Tutte queste varie situazioni possono aver portato ad una sfiducia di fondo, ad uno scetticismo diffuso che è riuscito ad intorpidire anche i più volenterosi.

Il punto da chiarire è cosa s’intende propriamente per religione. Se ci si pensa un attimo, si può dire che la religione nasca dal desiderio che uno ha di conoscere la Verità su se stesso, sulla propria vita, sul senso dell’esistenza e quindi dal desiderio di riconoscere il proprio vero Sé e di connettersi con il potere che ci ha creato, che chiamiamo Dio.
Questa è una propensione naturale che riguarda tutti e che non ha bisogno di essere spiegata. Fa parte del nostro essere umano, un essere che ha alzato la testa e ha cominciato a farsi delle domande e a voler conoscere. Questa sete di conoscenza si può attribuire al gesto di Eva che ha colto la mela proibita; in verità è solo una parte importante ed integrante della nostra ascesa, che ci permetterà di raggiungere il livello più alto della nostra evoluzione.

Nella storia sono nate persone più evolute spiritualmente che hanno cercato di guidare gli altri esseri umani in questo percorso di ascesa e di avvicinamento a Dio. Da qui, paradossalmente, ne sono nati dei movimenti religiosi organizzati che, pur non sapendo come, volevano intercedere fra Dio e gli esseri umani. Per quanto molti potessero essere in buona fede, in definitiva si sono solo ottenuti dei sistemi ritualistici e dogmatici.

Realizzazione in Tailandia

Realizzazioni in Tailandia - monaci buddisti provano la meditazione sahaja

 

Ora però le cose sono cambiate: non solo la consapevolezza degli esseri umani si è evoluta a livello di massa, ma ora è anche possibile ottenere direttamente la propria connessione con Dio, la propria religione, la conoscenza del proprio Sé, tramite  questo sistema di Sahaja Yoga, di  Unione Spontanea (Yoga significa unione, mentre sahaja significa spontaneo). Niente paroloni, niente soldi, niente organizzazioni, niente dogmi.

Lo Yoga è dentro di noi, siamo noi. Ci serve solo la chiave di avviamento e poi tutto va da sé.

Nonostante questo, o forse proprio per questo, Sahaja Yoga non è stato considerato dalle maggiori religioni, perché se tutti diventassero realizzati e connessi spontaneamente con il Divino, probabilmente i sostenitori delle religioni rimarrebbero disoccupati. Non capiscono, purtroppo, che questa cosa meravigliosa è anche per loro, perché anche loro possano ottenere quello che, magari un tempo, avevano cercato: lo Yoga.