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Discorso su Dharma ed equilibrio interiore

18 dicembre 2011 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Shri Mataji NamasteÈ verissimo che alcuni uomini della preistoria furono molto saggi e dinamici. Forse erano realizzati ma in ogni caso, nella civiltà antica, devono essere stati considerati persone di livello superiore. Diversamente, come potremmo spiegarci la costruzione delle piramidi in Egitto, che sono vibrate internamente? Anche il cervello umano è simile ad una piramide, ma non ancora perfezionato. Le proporzioni della piramide sono divine.
(È tutto dimostrato da uno scienziato nel suo libro su “La natura superiore” in cui ha scoperto che in esse i cadaveri non si decompongono).

Esistono molti esempi del genere. Si accettavano in particolare gli artisti dotati di una consapevolezza superiore (cioè anime realizzate), ed è così anche per il Tajmahal la cui cupola dà risonanza ed emette moltissime vibrazioni poiché ha una forma speciale. Non si tratta di leggende. Tutte queste opere trascendono anche la comprensione dell’uomo moderno.
Il motivo di questo consenso deriva dal fatto che in genere, a quel tempo, gli esseri umani accettavano la virtù (espressione del Dharma) come modello di vita. Non si discostavano della virtù, né in campo sociale né politico. Il Dharma era considerato qualcosa cui uniformarsi.
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Gli elementi e i chakra

16 dicembre 2011 Inserito in Discorsi, Elementi

Shri MatajiQuando gli elementi si esauriscono nel nostro corpo, iniziamo a soffrirne nei Chakras.
Ogni Chakra è costituito da un elemento, così come la parte del corpo corrispondente. Il Gayatri Mantra si riferisce a questi elementi.

Iniziano con la parola Bhu. Bhu significa Madre Terra. La Madre Terra è l’elemento del Muladhara Chakra, di parte dello Swadisthana Chakra e della Kundalini stessa, che risiede nell’osso sacro.
Lo Swadisthana, come vi ho detto, è costituito in parte dall’elemento terra, poiché da questo elemento ha avuto origine tutta la materia e tutti gli universi. Quindi questo secondo Chakra è conosciuto anche come Bhuwa, che significa “l’insieme di tutti gli universi”. Bhuwa! Ecco l’essenza, la qualità dello Swadisthana. Bhuwa significa dunque creazione, l’essenza della creatività, e tutto ciò che è stato creato si chiama Bhava. Tutto ciò che è stato creato è opera dello Swadisthana Chakra dell’Essere Primordiale.

Il terzo Chakra è il Nabhi, e la sua qualità è Swaha, che significa bruciare, consumare.
Ci sono dunque due elementi che entrano in gioco nel Nabhi Chakra: nel lato destro l’elemento fuoco (Shri Agni), nel lato sinistro l’elemento acqua.
Lo Swadisthana delimita i confini del Nabhi. In un certo senso una parte dello Swadisthana è anche Gruha, ossia il Pitwi Tattwa. Pitwi significa Madre Terra; poi ci sono il fuoco e l’acqua.
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Vita di Dnyanadeva

15 dicembre 2011 Inserito in Guru Tattwa, Maestri spirituali

Dnyaneshwara (detto anche Gnyaneshwara o Dnyanadeva) è un grande santo vissuto in India ad Alandi (che è vicino Pune, nel Maharastra) fra il 1275 al 1296. I termini Gnyana, o Dnyana significano ‘conoscenza’; mentre deva o shwara significano ’signore’.

A questi tempi la vita era divisa in quattro fasi chiamate Ashramas. La prima fase era riservata all’educazione scolastica. La seconda era il periodo della famiglia. Dopodiché c’è Sanyasashram, la fase in cui un uomo lasciava la sua famiglia e viveva nella foresta perseguendo meditazione e santità.
Vithalpant, un bramino di Alandi, intraprese il Sanyasashram senza consultare sua moglie. Quando il suo Guru lo scoprì, gli ordinò di ritornare dalla sua famiglia. Questo ritorno alla famiglia era considerato dai bramini ortodossi un insulto ad entrambi gli Ashramas. Perciò da quel momento in poi fu considerato come un fuoricasta, il livello più basso della società indiana.

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Meditazione per il Sahasrara chakra

2 settembre 2011 Inserito in Meditazioni guidate, Sahasrara

Per il Sahasrara chakra, vi proponiamo una meditazione fatta da Shri Mataji per i sahaja yogi e che va a lavorare su tutti i chakra.
A questo punto del corso, dovremmo avere un’idea abbastanza chiara delle qualità e i principi di corrispondenti a tutti i chakra; ma se non è così, è meglio andarli a vedere prima di proseguire, in quanto nel Sahasrara sono riportati tutti i chakra con le loro qualità perfettamente integrate le une con le altre.
Diciamo che è proprio nel Sahasrara che noi effettivamente raggiungiamo lo stato di Yoga, ovvero quando la nostra attenzione riesce a salire (insieme alla Kundalini) fino al Sahasrara, è là che possiamo gioire di uno stato di pace e gioia incondizionata; è lì il nostro Paradiso personale.
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Mantra per il Sahasrara chakra

2 settembre 2011 Inserito in Mantra, Sahasrara

Shri MatajiEccoci finalmente arrivati al settimo chakra, al chakra dello Yoga, il chakra che integra tutti gli altri chakra.
Per questo chakra vedremo delle affermazioni, simili a quelle viste per la prima meditazione.
Portiamo la nostra attenzione (o meglio lasciamo che la nostra attenzione vada) sulla cima della testa, oppure mettiamo il palmo di una mano sulla cima della testa, proprio al centro dove si trova l’osso della fontanella, zona che a livello del Sahasrara corrisponde al chakra del Cuore. Possiamo tenere la mano ferma o ruotarla in senso orario mentre ripetiamo una delle seguenti affermazioni (anche più di una volta):
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Discorso sull’Agnya chakra

10 agosto 2011 Inserito in Agnya, Discorsi

Shri Mataji mette il bindiOggi parliamo del sesto chakra chiamato Agnya chakra. Agnya: la parola Gnya significa conoscere. Ed A significa “il tutto”.
Agnya chakra ha anche un altro significato. Agnya: significa “obbedienza” oppure “ordinare”. Può significare entrambe le cose. Dare ordini a qualcuno è un agnya e chi obbedisce all’ordine è un agnyakari, colui che esegue l’agnya.

Linguaggio e pensiero

Questo sesto chakra è stato creato nell’essere umano quando quest’ultimo ha iniziato a pensare.
Il pensiero è l’espressione di un linguaggio. Se non si ha un linguaggio, non si può pensare. Ciò non significa, però, che se non possiamo esprimerlo, non ci giunga alcun pensiero. Non significa che non esista alcun processo di pensiero che agisce in noi. Ma a quello stadio sottile, i pensieri che ci arrivano non sono sotto forma di linguaggio, di conseguenza non ci vengono comunicati.
Ecco perché, se non abbiamo un linguaggio, non possiamo comprendere ciò che pensiamo.
È per questo motivo – dovete averlo visto – che i bambini non possono comunicarci ciò che vogliono, perché non sanno esprimerlo. Sentono uno stimolo nello stomaco e magari vogliono chiedere acqua o altro, ma non sanno dircelo. Ed è per questo che non riescono a pensare a ciò che devono dire.
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Mantra per l’Agnya chakra

10 agosto 2011 Inserito in Agnya, Mantra

Cristo e Madre MariaL’Agnya chakra è sito a livello dell’ipotalamo e corrisponde alla famosa “Porta stretta” di cui parlò Gesù Cristo. Questa sua caratteristica è dovuta al fatto che le tensioni dei nostri pensieri tendono a gonfiare i due lobi corrispondenti alla terminazione del lato destro e del sinistro; in questo modo il canale centrale è occluso e impedisce l’ascesa della nostra Kundalindi verso il Sahasrara chakra (Il Settimo Cielo) e quindi della nostra attenzione verso un livello superiore. La nostra attenzione rimane intrappolata nella rete di pensieri costruita nella nostra mente.
Il nostro compito – arduo compito – è di riuscire a ridurre i pensieri fino a giungere ad uno stato di consapevolezza senza pensieri. È un compito arduo, ma non impossibile, se no non staremmo qui a parlarne. Per alcune persone è più facile che per altre, ma tutti possono riuscire ad ottenere questa silenzio mentale.
Rinunciare ai pensieri potrebbe sembrare una cosa assurda, in quanto siamo talmente a farci “guidare” da loro, che sembrerebbe quasi impossibile farne a meno. Ma una volta che si riesce a stabilizzare questo stato di consapevolezza senza pensieri, ci si rende conto che quella convinzione era sono una falsa idea: non solo si può fare a meno di quella marea di pensieri che inondano la nostra testa, ma riusciremo a vivere davvero molto ma molto meglio.
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Friends

8 agosto 2011 Inserito in Agnya, Racconti Sahaja

my best friendsChi sono i nostri migliori amici?

Gli irriducibili: coloro su cui possiamo sempre contare. Inseparabili: sempre con noi, nel bene e nel male. Senza i quali la nostra vita sembrerebbe senza senso. Con cui condividere “gioie” e “dolori”. Che ci fanno sentire apprezzati, benvoluti, entusiasti… in altre parole: “vivi”.

Se state pensando ai vostri amici/amiche del cuore →

non è proprio ciò che stavamo pensando noi qui, ora…
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Prendersi cura di sé: il massaggio

8 agosto 2011 Inserito in Tecniche, Trattamenti, Vishuddhi

Rischiando di incorrere nella banalità, vogliamo introdurre un trattamento molto utile: il massaggio, o meglio l’auto-massaggio. Lo considereremo come un trattamento per il Vishuddhi chakra, in quanto viene fatto sulla cute che è controllata proprio da questo chakra. In questo caso l’auto-massaggio, non necessita di conoscere tecniche professionali, in quanto la cura amorevole di se stessi ci suggerirà quali movimenti fare.

Naturalmente le prime e più ovvie parti del corpo che potremmo massaggiare sono le mani e i piedi. Su di esse, sono proiettati tutti i nostri chakra, per cui massaggiandole andremo a beneficiare i chakra stessi; ricordiamo che le nostre mani (ed anche i piedi) servono non solo a percepire le vibrazioni, ma anche ad emetterle, per cui un massaggio praticato da una persona realizzata ha anche un effetto sottile. Inoltre massaggiare le mani – tutte le dita, il centro della mano e il polso – serivrà ad aumentare la propria sensibilità alle vibrazioni. Il massaggio si può realizzare anche usando dell’olio naturale (per esempio l’olio di mandorla), in modo da lubrificare e ammorbidire la cute. Continua a leggere »