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Meditazione per il Sahasrara chakra

2 settembre 2011 Inserito in Meditazioni guidate, Sahasrara

Per il Sahasrara chakra, vi proponiamo una meditazione fatta da Shri Mataji per i sahaja yogi e che va a lavorare su tutti i chakra.
A questo punto del corso, dovremmo avere un’idea abbastanza chiara delle qualità e i principi di corrispondenti a tutti i chakra; ma se non è così, è meglio andarli a vedere prima di proseguire, in quanto nel Sahasrara sono riportati tutti i chakra con le loro qualità perfettamente integrate le une con le altre.
Diciamo che è proprio nel Sahasrara che noi effettivamente raggiungiamo lo stato di Yoga, ovvero quando la nostra attenzione riesce a salire (insieme alla Kundalini) fino al Sahasrara, è là che possiamo gioire di uno stato di pace e gioia incondizionata; è lì il nostro Paradiso personale.
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Mantra per il Sahasrara chakra

2 settembre 2011 Inserito in Mantra, Sahasrara

Shri MatajiEccoci finalmente arrivati al settimo chakra, al chakra dello Yoga, il chakra che integra tutti gli altri chakra.
Per questo chakra vedremo delle affermazioni, simili a quelle viste per la prima meditazione.
Portiamo la nostra attenzione (o meglio lasciamo che la nostra attenzione vada) sulla cima della testa, oppure mettiamo il palmo di una mano sulla cima della testa, proprio al centro dove si trova l’osso della fontanella, zona che a livello del Sahasrara corrisponde al chakra del Cuore. Possiamo tenere la mano ferma o ruotarla in senso orario mentre ripetiamo una delle seguenti affermazioni (anche più di una volta):
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Discorso sull’Agnya chakra

10 agosto 2011 Inserito in Agnya, Discorsi

Shri Mataji mette il bindiOggi parliamo del sesto chakra chiamato Agnya chakra. Agnya: la parola Gnya significa conoscere. Ed A significa “il tutto”.
Agnya chakra ha anche un altro significato. Agnya: significa “obbedienza” oppure “ordinare”. Può significare entrambe le cose. Dare ordini a qualcuno è un agnya e chi obbedisce all’ordine è un agnyakari, colui che esegue l’agnya.

Linguaggio e pensiero

Questo sesto chakra è stato creato nell’essere umano quando quest’ultimo ha iniziato a pensare.
Il pensiero è l’espressione di un linguaggio. Se non si ha un linguaggio, non si può pensare. Ciò non significa, però, che se non possiamo esprimerlo, non ci giunga alcun pensiero. Non significa che non esista alcun processo di pensiero che agisce in noi. Ma a quello stadio sottile, i pensieri che ci arrivano non sono sotto forma di linguaggio, di conseguenza non ci vengono comunicati.
Ecco perché, se non abbiamo un linguaggio, non possiamo comprendere ciò che pensiamo.
È per questo motivo – dovete averlo visto – che i bambini non possono comunicarci ciò che vogliono, perché non sanno esprimerlo. Sentono uno stimolo nello stomaco e magari vogliono chiedere acqua o altro, ma non sanno dircelo. Ed è per questo che non riescono a pensare a ciò che devono dire.
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Mantra per l’Agnya chakra

10 agosto 2011 Inserito in Agnya, Mantra

Cristo e Madre MariaL’Agnya chakra è sito a livello dell’ipotalamo e corrisponde alla famosa “Porta stretta” di cui parlò Gesù Cristo. Questa sua caratteristica è dovuta al fatto che le tensioni dei nostri pensieri tendono a gonfiare i due lobi corrispondenti alla terminazione del lato destro e del sinistro; in questo modo il canale centrale è occluso e impedisce l’ascesa della nostra Kundalindi verso il Sahasrara chakra (Il Settimo Cielo) e quindi della nostra attenzione verso un livello superiore. La nostra attenzione rimane intrappolata nella rete di pensieri costruita nella nostra mente.
Il nostro compito – arduo compito – è di riuscire a ridurre i pensieri fino a giungere ad uno stato di consapevolezza senza pensieri. È un compito arduo, ma non impossibile, se no non staremmo qui a parlarne. Per alcune persone è più facile che per altre, ma tutti possono riuscire ad ottenere questa silenzio mentale.
Rinunciare ai pensieri potrebbe sembrare una cosa assurda, in quanto siamo talmente a farci “guidare” da loro, che sembrerebbe quasi impossibile farne a meno. Ma una volta che si riesce a stabilizzare questo stato di consapevolezza senza pensieri, ci si rende conto che quella convinzione era sono una falsa idea: non solo si può fare a meno di quella marea di pensieri che inondano la nostra testa, ma riusciremo a vivere davvero molto ma molto meglio.
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Friends

8 agosto 2011 Inserito in Agnya, Racconti Sahaja

my best friendsChi sono i nostri migliori amici?

Gli irriducibili: coloro su cui possiamo sempre contare. Inseparabili: sempre con noi, nel bene e nel male. Senza i quali la nostra vita sembrerebbe senza senso. Con cui condividere “gioie” e “dolori”. Che ci fanno sentire apprezzati, benvoluti, entusiasti… in altre parole: “vivi”.

Se state pensando ai vostri amici/amiche del cuore →

non è proprio ciò che stavamo pensando noi qui, ora…
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Prendersi cura di sé: il massaggio

8 agosto 2011 Inserito in Tecniche, Trattamenti, Vishuddhi

Rischiando di incorrere nella banalità, vogliamo introdurre un trattamento molto utile: il massaggio, o meglio l’auto-massaggio. Lo considereremo come un trattamento per il Vishuddhi chakra, in quanto viene fatto sulla cute che è controllata proprio da questo chakra. In questo caso l’auto-massaggio, non necessita di conoscere tecniche professionali, in quanto la cura amorevole di se stessi ci suggerirà quali movimenti fare.

Naturalmente le prime e più ovvie parti del corpo che potremmo massaggiare sono le mani e i piedi. Su di esse, sono proiettati tutti i nostri chakra, per cui massaggiandole andremo a beneficiare i chakra stessi; ricordiamo che le nostre mani (ed anche i piedi) servono non solo a percepire le vibrazioni, ma anche ad emetterle, per cui un massaggio praticato da una persona realizzata ha anche un effetto sottile. Inoltre massaggiare le mani – tutte le dita, il centro della mano e il polso – serivrà ad aumentare la propria sensibilità alle vibrazioni. Il massaggio si può realizzare anche usando dell’olio naturale (per esempio l’olio di mandorla), in modo da lubrificare e ammorbidire la cute. Continua a leggere »

Mantra per il Vishuddhi chakra

4 agosto 2011 Inserito in Mantra, Vishuddhi

Shri Radha e KrishnaIl primo mantra che possiamo invocare per aiutare il nostro Vishuddhi chakra è un inno alla dolcezza, dolcezza nel parlare e nell’agire, possiamo anche chiamarla soavità. Questa era una delle caratteristiche di Shri Krishna, il Signore dello Yoga, vissuto circa 5000 anni fa in India, e viene indicata con madhuri.
È innegabile il fatto che solo la bruttura richiama bruttura, per cui se dalla nostra bocca possono uscire parole spiacevoli questo è perché i nostri sentimenti lo sono, sono pieni di astio, di rabbia, di invidia e quant’altro di negativo si possa pensare; migliorare la qualità del nostro parlare non potrà che giovare a noi stessi, andando a tramutare sentimenti negativi in sentimenti positivi.
Naturalmente la cosa richiede un po’ di pratica e un po’ di lavoro “sottile” sul chakra, prima di ruscire nell’intento. Questa considerazione potrebbe dare l’impressione di “un cane che si morde la coda” e in effetti è così: è il nostro comportamento a danneggiare il nostro chakra, ed è il nostro chakra malfunzionante a provocare un comportamento errato. Quindi un trattamento sottile del chakra e un attenzione particolare sul nostro comportamento vanno di pari passo.
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Discorsi sul Vishuddhi

3 agosto 2011 Inserito in Discorsi, Vishuddhi

L’Arte dello Yoga

Oggi abbiamo deciso di adorare Yogeshwara. Credo che questo sia il nome più grande di Shri Krishna che noi possiamo pronunciare: significa che Lui è ‘Yog-Ishwara’ cioè il Signore dello Yoga. Come sapete la parola Yoga vuol dire ‘unione con il Divino’, ma Yoga ha anche un altro signifi­cato che è Yukti [è un termine usato proprio nella Bhagavad Gita]. Non è possibile tradurre la parola yukti in inglese in modo appropriato. Forse potremmo tradurla con ‘trucco’. Però il termine termine ‘trucco’ è sempre riferito a qualcosa di strano e di nega­tivo, invece il senso di ‘yukti’ si riferisce alle tecniche. Ma la parola ‘tecnica’ sottin­tende qualcosa di meccanico… Insomma non riesco a trova­re una parola idonea per tradurre ‘yukti’.
Possiamo comunque dire che significa ‘conoscere la tecnica e i trucchi della tecnica’. Dunque ‘yukti’ è un altro significato della parola yoga, che vuol dire che anche se siete connessi con il Divino, se non conoscete i trucchi dell’unione è inutile, non riuscirete a trarre alcun vantaggio dalla vostra connessione. E dunque dopo la realizzazione si tratta non soltanto di imparare le tecniche ma anche i loro ‘trucchi’.
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