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Differenza fra Spirito e Anima

11 giugno 2011 Inserito in Anahat, Discorsi
Shri Mataji a Volterra 1986

Questa foto è stata scattata durante il dialogo

Riportiamo ora, l’estratto di una conversazione avvenuta in un ristorante a Volterra fra Shri Mataji e alcuni yogi che le hanno chiesto la differenza fra Spirito e Anima.
L’inizio di questo discorso non è stato registrato, così cominciamo da quando Shri Mataji è nel mezzo della definizione della relazione tra Anima e Spirito. L’analogia che Lei usa coinvolge la luce, l’acqua e il bicchiere che contiene l’acqua. Come diverrà chiaro come il discorso continua, la luce sarebbe lo Spirito, il bicchiere il corpo e l’acqua che riflette la luce sarebbe l’Anima.
Agganceremo il dialogo dopo Shri Mataji ha appena esposto questa analogia.

Shri Mataji: …allora essa [la luce) viene qui. Questo [il bicchiere) è il corpo. Tutti i 5 Kosha, le 5 aure, Kosha, sono qui. Così queste 5 Kosha sono gestite dai 5 elementi, l’essenza dei quali può essere chiamata elemento causale, il causale di…

Gregoire: … il causa dei cinque elementi. Quello che noi conosciamo come Atma in sanscrito, è esso dato dall’Anima più lo Spirito, o è solo lo Spirito?

Shri Mataji: Jivatma è l’Anima, mentre l’Atma è lo Spirito.
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Meditazione guidata per il Cuore

2 giugno 2011 Inserito in Anahat, Meditazione, Meditazioni guidate

Cuore Pieno di ColorePer la meditazione guidata sul Cuore (il chakra Anahat), vi presentiamo una meditazione con video e una musica per meditare.
Come al solito, ricordiamoci di preparare il nostro angolo della meditazione, un posto tranquillo nella nostra casa o nel giardino (se possibile); possiamo sederci a terra o su una a sedia, l’importante è stare comodi per poter portare la nostra attenzione dentro di noi. Poi ci alziamo la Kundalini e ci diamo sette bandhan (uno per ogni chakra) seguendo la tecnica vista in Come cominciare la meditazione. Se ci sentiamo pesanti. stressati, depressi e quindi molto distratti, allora è meglio prima praticare prima qualche tecnica di bilanciamento per i canali e i chakra, come visto nelle lezioni precedenti.
Durante la meditazione, possiamo anche recitare qualcuno o tutti fra i mantra del Cuore, per arricchirli di buone vibrazioni e per stimolare le qualità sottili in noi.
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Mantra per il Cuore

1 giugno 2011 Inserito in Anahat, Chakra, Mantra, Meditazione

Shri Shiva In MeditazioneVediamo ora quali sono i mantra che possono aiutare il nostro chakra del Cuore, detto in sanscrito Anahat chakra.

Ricordiamo che la qualità fondamentale del Cuore è l’Amore, l’Amore Puro e Incondizionato; ovvero noi sentiamo questo sentimento di Amore senza condizioni (ovvero nato da sè e non dovuto ad un qualche stimolo esteriore) quando il nostro chakra del Cuore funziona bene. L’Amore di cui si parla è un’Amore distaccato, che nutre e da gioia a noi stessi e a chi ci è vicino, senza comunque provocare in noi un attaccamento verso nessuno. L’archetipo che rappresenta questa qualità è Shri Shiva, il Sé Universale. Ed infatti il Cuore è la sede del nostro Sé interiore, del nostro Spirito, ovvero della nostra vera essenza.
La prima affermazione in assoluto che ci può aiutare per bilanciare il Cuore Sinistro è quindi la seguente:

Io sono lo Spirito

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Diventare lo Spirito

1 giugno 2011 Inserito in Anahat, Discorsi

Premessa

Nel seguente estratto di un discorso di Shri Mataji, fatto in occasione del Mahashivaratri 1984, Shri Mataji spiega in dettaglio cosa vuol dire diventare lo Spirito e come raggiungere questo stato. Shri Mataji ci presenta le caratteristiche fondamentali dello Spirito parlando del suo archetipo corrispondente, Shri Shiva; si nota chiaramente come Shri Mataji usi i termini “Dio” e “Shiva” indistintamente, proprio perché si riferiscono alla stessa “Cosa”: Shri Shiva è solo un aspetto di Dio.

Shri Mataji, nei Suoi discorsi, parla in maniera molto diretta e chiara, ma a volte alcuni punti possono essere di non immediata comprensione per chi è alle prime armi, in quanto può fare riferimento a leggende (note nella cultura indiana) o a discorsi fatti in precedenza; tra parentesi quadre abbiamo messo delle note esplicative, ma se qualcosa non è di immediata comprensione, vi invitiamo a lasciarlo sospeso per il momento e magari ritornate sul quel punto in futuro.

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Anahat chakra: simboli e tradizioni

10 settembre 2010 Inserito in Anahat

Il quarto chakra è il chakra del Cuore o Anahat chakra e si trova in corrispondenza del plesso cardiaco. Esso si prende cura (a livello fisico) del cuore, dei polmoni e della ghiandola del timo; mentre a livello sottile è la sede del nostro Spirito.
Ad esso corrispondono diverse qualità a seconda degli aspetti sottili di Ida Nadi, Pingala Nadi e Sushumna Nadi (i tre canali del sistema sottile).
Nel lato sinistro (Ida Nadi) si trova il nostro (detto in sanscrito Atma), che corrisponde alla pura essenza di noi stessi; lo scopo primario della realizzazione del Sé è proprio di permetterci di diventare consapevoli di questa nostra vera essenza. Le illusioni del mondo (o meglio della mente) tendono ad allontanare la nostra attenzione da questa consapevolezza e così il nostro Spirito tende a ritirarsi nella sua dimora, non manifestando le sue bellissime qualità che ci elevano e ci donano uno stato di benessere e gioia imperituri.
Come abbiamo già visto, la qualità primaria dell’Ida Nadi è il Puro Desiderio, ma il Puro Desiderio di cosa? Il Puro Desiderio di essere lo Spirito, naturalmente. Quindi è molto importante purificare il nostro lato sinistro e ridurre tutti i desideri che ci spingono a credere importanti cose che effettivamente non lo sono. Tutti questi desideri illusori sono trappole per la nostra attenzione e ci spingono a trascurare noi stessi e il nostro vero benessere.
Il chakra del Cuore nel lato sinistro ci dà quindi la percezione di una gioia incondizionata, ma è l’aspetto di lato destro (Pingala Nadi) che ci permette di trasmettere questa gioia agli altri, attraverso la nostra azione o semplicemente la nostra presenza. Le qualità principali del Cuore destro sono infatti la benevolenza e l’essere responsabili.
Al centro invece (Sushumna Nadi), risiedono il coraggio e la fiducia in sé stessi.
Ovviamente tutti questi aspetti sono correlati fra loro.

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Anahat chakra o chakra del Cuore

23 agosto 2010 Inserito in Anahat

Anahat chakra o chakra del CuoreSicurezza e compassione sono due qualità che derivano l’una dall’altra. Insieme alla generosità, sono le caratteristiche principali del quarto chakra, l’Anahat, che corrisponde al Cuore.

Notoriamente una persona che ha cuore è intesa come compassionevole, generosa, altruista, ma non solo: è nel cuore che risiede il coraggio. Il cuore è l’organo che manifesta i nostri stati d’animo, battendo con calma quando siamo tranquilli e più forte quando siamo agitati o ansiosi.

Il chakra corrispondente a questa parte del corpo è come gli altri diviso in tre aspetti. Nel cuore centro si mostrano le qualità che abbiamo accennato. Nel cuore sinistro risiede il nostro Spirito, con cui ci identifichiamo quando siamo in profonda meditazione. Lo Spirito è la nostra natura più profonda, la natura divina che ha ognuno di noi e che percepiamo nello stato di consapevolezza senza pensieri. La parte destra del cuore, invece, corrisponde ai propri doveri e responsabilità, familiari o meno, e al rispetto verso se stessi e verso gli altri.

Questo chakra si occupa anche del rapporto coi genitori: nel dettaglio la parte sinistra del cuore è dedicata alla relazione con nostra madre e quella destra con nostro padre. Se abbiamo un buon rapporto con entrambi il cuore ne trae beneficio; indipendentemente dal fatto che siano perfetti o meno, mantenere un buon rapporto con loro già aiuta molto questo chakra a stare in equilibrio.
Inoltre, non porta beneficio solo a noi stessi ma anche a tutta la società (vedi articolo Onora il padre e la madre: il fondamento di una società equilibrata).

Un altro organo essenziale è legato a questo chakra: i polmoni. Infatti l’elemento dell’Anahat è l’aria. Quando siamo ansiosi o affannati a causa delle nostre emozioni, o paure, questo chakra si blocca. Per cambiare questa condizione si possono fare lunghi e profondi respiri che servono sia a rimettere in moto il nostro centro energetico,  sia a calmarci rallentando i battiti del nostro cuore, come l’esperienza ci insegna.

Nel cuore risiedono le nostre emozioni, ma è importante non identificarsi con esse per riconoscersi invece nel proprio Spirito. Questo perché noi possiamo essere felici o infelici, turbati o allegri, tesi o rilassati, e continuiamo ad oscillare tra queste emozioni e sensazioni. Quando siamo nella gioia pura e incondizionata, in uno stato di armonia totale, quello è il momento in cui il nostro Spirito si manifesta.

La gioia non è un sentimento per cui si ride per forza o si mantiene sempre un sorriso sul viso. È la piena pace interiore, in cui non si oscilla più fra un umore e l’altro, ma si è sempre nella beatitudine e si sente continuamente la propria unione con l’energia onnipervadente del Divino.
Questo stato si può percepire per brevi istanti durante la meditazione nei primi tempi, ma, proseguendo regolarmente con la nostra meditazione e diventando questo chakra più equilibrato, si presenterà sempre più frequentemente nella nostra vita quotidiana fino a divenire permanente.

Sulle mani e sui piedi corrisponde ai mignoli, mentre sui piedi al quinto dito.

Mappa dei chakra

30 maggio 2010 Inserito in Agnya, Anahat, Chakra, Mooladhara, Nabhi, Sahasrara, Swadisthan, Vishuddhi

Diagramma dei chakra anticoLa Mappa dei Chakra (centri energetici) è stata rivelata già da tempi antichissimi da parte di yogi che avevano potuto individuarli grazie a profonde meditazioni. Ora a noi interessa conoscere le loro posizioni per permetterci di avere una conoscenza obiettiva e diretta di noi stessi.
I chakra sono dislocati lungo la colonna vertebrale e nella testa e corrispondono ad altrettanti plessi nervosi del sistema nervoso autonomo. Grazie a questo sistema nervoso che si estende per tutto il corpo, gli stessi chakra sono riflessi in varie parti del corpo.
Per esempio, il terzo chakra (detto Nabhi) si trova in corrispondenza del plesso solare, ma è riflesso nel dito medio della mano, nell’alluce del piede, e pure nel gomito e nel ginocchio. Una qualsiasi segnalazione in una di queste posizioni, potrà indicarci uno stato del chakra.
Il primo chakra (Mooladhara [si legge muladhara]) si trova in corrispondenza del plesso pelvico, ma non è riflesso in un dito, ma nella base del palmo della mano e nel tallone del piede; analogamente, il settimo chakra (Sahasrara) è riflesso nel centro del palmo della mano e sotto la pianta del piede. Da notare che la regione detta Void (quella verde) circonda il Nabhi chakra nell’addome, ma il suo riflesso nella mano e nel piede circonda il Sahasrara chakra.
 

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