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Quarta Conferenza Mondiale sulla Donna, Pechino 1995

1 febbraio 2012 Inserito in Discorsi
Shri Mataji alla Conferenza Mondiale Della Donna 1995

Shri Mataji alla Conferenza Mondiale Della Donna 1995

Fratelli e sorelle del mondo !

E’ un grande onore per me parlare del problema mondiale della donna di fronte a tale autorevole assemblea.
Prima di tutto vorrei manifestare la mia profonda gratitudine al governo e al popolo del paese che ci ospita, la Repubblica Popolare Cinese.
Ho avuto il privilegio di visitare la Cina in due precedenti occasioni e sono una grande ammiratrice della saggezza e della cultura questa illustre nazione.
Questo é – oltre ogni mia immaginazione – il tempo più glorioso nella storia dell’umanità poiché, in questa epoca, noi siamo fortemente consapevoli dei problemi delle donne. Le donne, nel loro insieme, hanno certamente sofferto in ogni epoca, poiché non é stata riconosciuta la loro importanza ed il loro giusto ruolo nella società. La società stessa, che é sua creazione, tenta di tenere sotto il proprio potere o di umiliare il sesso femminile. In Oriente possiamo dire che, a causa dell’influenza fondamentalista, le donne sono state oggetto di forte oppressione e la loro moralità sia basata sulla paura piuttosto che sulla libertà. In Occidente, esse hanno lottato per la propria libertà, tuttavia ciò che hanno conseguito é una falsa libertà: le donne in Occidente hanno la libertà di rinunciare a tutti i valori sociali e morali.
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Discorso su Dharma ed equilibrio interiore

18 dicembre 2011 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Shri Mataji NamasteÈ verissimo che alcuni uomini della preistoria furono molto saggi e dinamici. Forse erano realizzati ma in ogni caso, nella civiltà antica, devono essere stati considerati persone di livello superiore. Diversamente, come potremmo spiegarci la costruzione delle piramidi in Egitto, che sono vibrate internamente? Anche il cervello umano è simile ad una piramide, ma non ancora perfezionato. Le proporzioni della piramide sono divine.
(È tutto dimostrato da uno scienziato nel suo libro su “La natura superiore” in cui ha scoperto che in esse i cadaveri non si decompongono).

Esistono molti esempi del genere. Si accettavano in particolare gli artisti dotati di una consapevolezza superiore (cioè anime realizzate), ed è così anche per il Tajmahal la cui cupola dà risonanza ed emette moltissime vibrazioni poiché ha una forma speciale. Non si tratta di leggende. Tutte queste opere trascendono anche la comprensione dell’uomo moderno.
Il motivo di questo consenso deriva dal fatto che in genere, a quel tempo, gli esseri umani accettavano la virtù (espressione del Dharma) come modello di vita. Non si discostavano della virtù, né in campo sociale né politico. Il Dharma era considerato qualcosa cui uniformarsi.
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Gli elementi e i chakra

16 dicembre 2011 Inserito in Discorsi, Elementi

Shri MatajiQuando gli elementi si esauriscono nel nostro corpo, iniziamo a soffrirne nei Chakras.
Ogni Chakra è costituito da un elemento, così come la parte del corpo corrispondente. Il Gayatri Mantra si riferisce a questi elementi.

Iniziano con la parola Bhu. Bhu significa Madre Terra. La Madre Terra è l’elemento del Muladhara Chakra, di parte dello Swadisthana Chakra e della Kundalini stessa, che risiede nell’osso sacro.
Lo Swadisthana, come vi ho detto, è costituito in parte dall’elemento terra, poiché da questo elemento ha avuto origine tutta la materia e tutti gli universi. Quindi questo secondo Chakra è conosciuto anche come Bhuwa, che significa “l’insieme di tutti gli universi”. Bhuwa! Ecco l’essenza, la qualità dello Swadisthana. Bhuwa significa dunque creazione, l’essenza della creatività, e tutto ciò che è stato creato si chiama Bhava. Tutto ciò che è stato creato è opera dello Swadisthana Chakra dell’Essere Primordiale.

Il terzo Chakra è il Nabhi, e la sua qualità è Swaha, che significa bruciare, consumare.
Ci sono dunque due elementi che entrano in gioco nel Nabhi Chakra: nel lato destro l’elemento fuoco (Shri Agni), nel lato sinistro l’elemento acqua.
Lo Swadisthana delimita i confini del Nabhi. In un certo senso una parte dello Swadisthana è anche Gruha, ossia il Pitwi Tattwa. Pitwi significa Madre Terra; poi ci sono il fuoco e l’acqua.
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Creazione, evoluzione e potere del desiderio

30 settembre 2011 Inserito in Discorsi

La domanda riguarda ciò che effettivamente ci accade dopo la realizzazione del Sé. Certamente vi sentite in consapevolezza senza pensieri, sentite la consapevolezza collettiva, potete sentire la Kundalini degli altri, potete alzare la Kundalini, potete percepire i chakra. Tutto questo lo sapete. Ma in realtà occorre esaminare ciò che accade ad un essere umano a livello più profondo. Prima di tutto, quindi, cerchiamo di comprendere ciò che siamo come esseri umani prima della realizzazione, così capiremo quel che ci accade dopo la realizzazione. Questo è un argomento molto sottile e vorrei che ascoltaste davvero con grandissima, grandissima concentrazione. Oggi non parlerò di cose astratte, ma di qualcosa di assolutamente concreto.
Un essere umano è il prodotto dell’evoluzione; voi sapete molto bene che è frutto dall’evoluzione. Ora è in atto una grande polemica. Loro non capiscono questo ed è perciò che esiste questa controversia. Ma l’essere umano si è evoluto attraverso sette stadi. Per questo si dice che ci siano voluti sette giorni per creare questo mondo.
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Discorso sull’Agnya chakra

10 agosto 2011 Inserito in Agnya, Discorsi

Shri Mataji mette il bindiOggi parliamo del sesto chakra chiamato Agnya chakra. Agnya: la parola Gnya significa conoscere. Ed A significa “il tutto”.
Agnya chakra ha anche un altro significato. Agnya: significa “obbedienza” oppure “ordinare”. Può significare entrambe le cose. Dare ordini a qualcuno è un agnya e chi obbedisce all’ordine è un agnyakari, colui che esegue l’agnya.

Linguaggio e pensiero

Questo sesto chakra è stato creato nell’essere umano quando quest’ultimo ha iniziato a pensare.
Il pensiero è l’espressione di un linguaggio. Se non si ha un linguaggio, non si può pensare. Ciò non significa, però, che se non possiamo esprimerlo, non ci giunga alcun pensiero. Non significa che non esista alcun processo di pensiero che agisce in noi. Ma a quello stadio sottile, i pensieri che ci arrivano non sono sotto forma di linguaggio, di conseguenza non ci vengono comunicati.
Ecco perché, se non abbiamo un linguaggio, non possiamo comprendere ciò che pensiamo.
È per questo motivo – dovete averlo visto – che i bambini non possono comunicarci ciò che vogliono, perché non sanno esprimerlo. Sentono uno stimolo nello stomaco e magari vogliono chiedere acqua o altro, ma non sanno dircelo. Ed è per questo che non riescono a pensare a ciò che devono dire.
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Discorsi sul Vishuddhi

3 agosto 2011 Inserito in Discorsi, Vishuddhi

L’Arte dello Yoga

Oggi abbiamo deciso di adorare Yogeshwara. Credo che questo sia il nome più grande di Shri Krishna che noi possiamo pronunciare: significa che Lui è ‘Yog-Ishwara’ cioè il Signore dello Yoga. Come sapete la parola Yoga vuol dire ‘unione con il Divino’, ma Yoga ha anche un altro signifi­cato che è Yukti [è un termine usato proprio nella Bhagavad Gita]. Non è possibile tradurre la parola yukti in inglese in modo appropriato. Forse potremmo tradurla con ‘trucco’. Però il termine termine ‘trucco’ è sempre riferito a qualcosa di strano e di nega­tivo, invece il senso di ‘yukti’ si riferisce alle tecniche. Ma la parola ‘tecnica’ sottin­tende qualcosa di meccanico… Insomma non riesco a trova­re una parola idonea per tradurre ‘yukti’.
Possiamo comunque dire che significa ‘conoscere la tecnica e i trucchi della tecnica’. Dunque ‘yukti’ è un altro significato della parola yoga, che vuol dire che anche se siete connessi con il Divino, se non conoscete i trucchi dell’unione è inutile, non riuscirete a trarre alcun vantaggio dalla vostra connessione. E dunque dopo la realizzazione si tratta non soltanto di imparare le tecniche ma anche i loro ‘trucchi’.
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Differenza fra Spirito e Anima

11 giugno 2011 Inserito in Anahat, Discorsi
Shri Mataji a Volterra 1986

Questa foto è stata scattata durante il dialogo

Riportiamo ora, l’estratto di una conversazione avvenuta in un ristorante a Volterra fra Shri Mataji e alcuni yogi che le hanno chiesto la differenza fra Spirito e Anima.
L’inizio di questo discorso non è stato registrato, così cominciamo da quando Shri Mataji è nel mezzo della definizione della relazione tra Anima e Spirito. L’analogia che Lei usa coinvolge la luce, l’acqua e il bicchiere che contiene l’acqua. Come diverrà chiaro come il discorso continua, la luce sarebbe lo Spirito, il bicchiere il corpo e l’acqua che riflette la luce sarebbe l’Anima.
Agganceremo il dialogo dopo Shri Mataji ha appena esposto questa analogia.

Shri Mataji: …allora essa [la luce) viene qui. Questo [il bicchiere) è il corpo. Tutti i 5 Kosha, le 5 aure, Kosha, sono qui. Così queste 5 Kosha sono gestite dai 5 elementi, l’essenza dei quali può essere chiamata elemento causale, il causale di…

Gregoire: … il causa dei cinque elementi. Quello che noi conosciamo come Atma in sanscrito, è esso dato dall’Anima più lo Spirito, o è solo lo Spirito?

Shri Mataji: Jivatma è l’Anima, mentre l’Atma è lo Spirito.
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Diventare lo Spirito

1 giugno 2011 Inserito in Anahat, Discorsi

Premessa

Nel seguente estratto di un discorso di Shri Mataji, fatto in occasione del Mahashivaratri 1984, Shri Mataji spiega in dettaglio cosa vuol dire diventare lo Spirito e come raggiungere questo stato. Shri Mataji ci presenta le caratteristiche fondamentali dello Spirito parlando del suo archetipo corrispondente, Shri Shiva; si nota chiaramente come Shri Mataji usi i termini “Dio” e “Shiva” indistintamente, proprio perché si riferiscono alla stessa “Cosa”: Shri Shiva è solo un aspetto di Dio.

Shri Mataji, nei Suoi discorsi, parla in maniera molto diretta e chiara, ma a volte alcuni punti possono essere di non immediata comprensione per chi è alle prime armi, in quanto può fare riferimento a leggende (note nella cultura indiana) o a discorsi fatti in precedenza; tra parentesi quadre abbiamo messo delle note esplicative, ma se qualcosa non è di immediata comprensione, vi invitiamo a lasciarlo sospeso per il momento e magari ritornate sul quel punto in futuro.

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Intervista a Shri Mataji a Melbourne 1983

20 aprile 2011 Inserito in Discorsi

Ecco un’intervista fatta a Shri Mataji da alcuni giornalisti a Melbourne (Australia), l’8 marzo 1983.
Questa intervista è sottotitolata in italiano; si seleziona la lingua cliccando (o passandoci sopra con il mouse) sul bottone rosso con scritto su CC che si trova subito sotto il video. Questo sistema con i sottotitoli è presente nelle ultime versioni del plugin di Flash Player; se non compare, vuol dire che il plugin va aggiornato.

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Le qualità dell’acqua e i poteri di Mahalakshmi

13 aprile 2011 Inserito in Acqua, Discorsi, Nabhi

Vi riportiamo di seguito uno dei discorsi fatti da Shri Mataji riguardanti il principio della Lakshmi, che nel Nabhi chakra si accompagna con quello di Vishnu, e in particolare della sua evoluzione nel principio di Mahalakshmi. Benché il principio della Lakshmi sia di tipo femminile, comunque le sue qualità si manifestano in tutti.
La maggior parte dei discorsi dedicati alla Lakshmi sono stati fatti da Shri Mataji in corrispondenza di una festività indiana detta Diwali, o Festa della Luce, che in alcuni paesi indiani corrisponde al capodanno. Questo perché uno dei giorni di questa celebrazione è proprio dedicato tradizionalmente a suddetto principio, come verrà spiegato di seguito.
Il principio della Lakshmi ha diversi aspetti, in particolare quella della Gruha Lakshmi (caratteristico del Nabhi sinistro) che si esprime all’interno del focolare domestico, e quello della Raja Lakshmi (caratteristico del Nabhi destro) che si esprime nel mondo esterno come regina.
Il discorso è riportato tradotto in versione integrale e in lingua originale nella video seguente (cliccando sul bottone CC del video è possibile attivare i sottotitoli in inglese o in italiano); tra le parentesi quadre sono riportati dei commenti esplicativi.

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