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Antar Yoga: lo Yoga Interiore

15 agosto 2013 Inserito in Discorsi, Guru Tattwa

Si consiglia la lettura del discorso dopo essere giunto almeno alla metà del Corso di Sahaja Yoga, in quanto i concetti espressi in esso richiamano conoscenze acquisite nello stesso corso.

Soltanto la Madre può fare del figlio un maestro.
E soltanto il sentimento materno in un Guru (maschio o femmina), può rendere guru (maestro) il discepolo. Perciò, per prima cosa dovete diventare profeti e sviluppare questo senso materno dentro di voi; poi potrete rendere profeti anche gli altri.

Il Prayatna Shaithilya

Shri Mataji Nirmala DeviOra, per diventare guru, che cosa dobbiamo fare dopo la realizzazione? La parola Guru significa gravità. Gravità indica una persona che è solenne, profonda, magnetica. In Sahaja Yoga, avete appreso che la realizzazione avviene assolutamente senza sforzo. Generalmente, dunque, un guru cerca di rendere spontanei i propri discepoli; questo è detto Prayatna Shaithilya, che significa  ”rilassate i vostri sforzi”. Voi avete ottenuto il vostro Prayatna Shaithilya senza fare nulla; diversamente, la Kundalini non si sarebbe alzata.
Il secondo stadio è Vichara Shaithilya, la consapevolezza senza pensieri. Anche questo lo avete ottenuto senza fare nulla.
Ed il terzo stadio è la completa negazione del pensiero, Abhava, e la beatitudine della pace. Si deve capire che occorre dunque attraversare tre stadi.
All’inizio, quando ottenete la Realizzazione, in quel momento, tutte queste cose avvengono spontaneamente. Quando alzate la Kundalini degli altri, queste cose avvengono spontaneamente. Anche voi avete ora il potere di risvegliare e stabilizzare la Kundalini delle persone. Ma dobbiamo comprendere per quale motivo si deve fare così, perché dobbiamo avere Vichara Shaithilya (consapevolezza senza pensieri): perché, quando proiettate qualche pensiero, esso è falso, non è realtà. Il pensiero si frappone sempre tra voi e la realtà. Quando ci mettete uno sforzo, andate contro il divenire.

Per esempio, se io devo curarvi, appoggio semplicemente la mia mano ed è fatto. Senza sforzo. Perché io sono così! Voi ottenete la Realizzazione perché io sono così. Non ci metto nessuno sforzo, non ci penso, io sono così.
È possibile farlo semplicemente guardando qualcuno. Si può fare semplicemente ponendo l’attenzione su qualcuno. Si può fare con un semplice, piccolo desiderio. Perché voi siete così. Potete plasmare tutto come preferite.

Potete prendere l’esempio dell’oro. L’oro è inossidabile; non deve pensare di essere inossidabile, non deve sforzarsi di essere inossidabile, lo è! Per essere, dunque, non dovete compiere alcuno sforzo. Se dovete fare uno sforzo, significa che non siete ancora così.
Se guardate il sole, esso splende, non deve sforzarsi di splendere: splende. Se, per essere così, dovete fare uno sforzo, significa che non lo siete, che ci state provando, che siete artificiosi. I fiori sono già bellissimi, non hanno bisogno di abbellirsi.

Ed è questo che occorre capire: che se siete così in modo innato, se siete già divenuti, che bisogno c’è di compiere ulteriori sforzi?

Ma quando si dicono queste cose, vedete, la gente pensa che si debba essere letargici, che non si debba fare nulla, che si diventi guru senza fare nulla. Ecco perché proprio all’inizio ho detto che il processo si sviluppa attraverso tre stadi.
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