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Addio al mal di schiena

24 aprile 2012 Inserito in In evidenza, Testimonianze

Uno dei disturbi più comunemente diffusi è il mal di schiena. Per quanto non sia una malattia, può essere fonte di forte disagio. Le cause di questo disturbo possono essere variabili, alcune sono fisiche, ma la maggior parte sono ignote.

Mal di schienaEsistono molte terapie efficaci che permettono il recupero da deviazioni posturali (come Pilates, Feldenkrais, il metodo Alexander, ecc), ma fra tutte è interessante l’approccio del Feldenkrais che è stato propriamente chiamato “Conoscersi attraverso il movimento”. In pratica quello che succede (secondo Feldenkrais che aveva osservato per tanto tempo i comportamenti e i movimenti delle persone, soprattutto dei bambini) è che noi adottiamo delle attitudini e dei movimenti scorretti  che con il tempo tendono a creare dei punti di contrazione nel nostro corpo, i quali a loro volta vanno a causare le deviazioni posturali e, in molti casi, dolori permanenti (per approfondimenti Conoscersi è guarire di Steven Shafarman).

Questo approccio è interessante perché ricalca quanto abbiamo osservato finora riguardo i chakra, ovvero che i problemi fisici e le malattie non sono altro che il frutto di un malfunzionamento dei nostri chakra, diciamo l’ultimo stadio del blocco ai chakra. Quando noi adottiamo delle attitudini (e abitudini) scorrette verso noi stessi (lato sinistro) e/o verso il mondo (lato destro) allora andiamo ad influenzare negativamente il lavoro dei nostri chakra. Quando il nostro chakra si blocca (ricordando che a livello fisico esso si manifesta nel sistema nervoso), si creano dei punti di contrazione che possono sfogare in dolore (il dolore non è nient’altro che un segnale del sistema nervoso che ci indica che qualcosa non va).

Allo stesso modo, se ragioniamo a ritroso, è facile rendersi conto che nel momento in cui i nostri chakra vengono curati, essi si rilassano e si aprono; allora il nostro sistema nervoso verrà alleggerito dal suo carico e  non potrà più esserci nessun dolore.

Ma c’è di più.

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Lettera di Bruno

15 aprile 2012 Inserito in Testimonianze

Pubblico questa testimonianza che ci è stata scritta da un detenuto del Carcere di Velletri.
dove, da poco, abbiamo ricominciato i corsi di Sahaja Yoga.
Questa è la seconda di due lettere scritte da Bruno, il quale ha cominciato, ai primi di marzo, l’esperienza di Sahaja Yoga. Il contenuto di questa lettera è stato sottoposto anche all’attenzione del garante dei diritti dei detenuti.

lettera di Bruno parte 1lettera di Bruno parte 2



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Lo Yoga e gli animali

25 marzo 2012 Inserito in Testimonianze

Sicuramente molti si saranno chiesti come gli animali sono inseriti a livello spirituale nel sistema dello yoga che stiamo descrivendo in queste pagine.
Tutte le creature hanno uno spirito, naturalmente, ma solo gli esseri umani hanno il sistema sottile completamente sviluppato e pronto per ottenere la Realizzazione del Sé, mentre il sistema sottile degli animali è solo parzialmente sviluppato. Essi hanno l’istinto che li guida (che corrisponderebbe ai nostri condizionamenti) e, in virtù di questo istinto che completamente li connette con la natura, qualsiasi cosa facciano è innocente; per cui se un leone uccide un uomo per mangiarlo, non sta commettendo peccato. Però gli animali che vivono a contatto con gli uomini possono sviluppare ego e comportamenti derivati dall’influenza umana, e questo lo possono tranquillamente confermare coloro che tengono animali in casa.

Cucciolotti

Anche se gli animali non hanno il loro sistema sottile completamente sviluppato, risultano però essere molto sensibili alle vibrazioni. Per cui, pur non essendone consapevoli riescono a percepire le vibrazioni (si può ben dire anche meglio degli umani), proprio in virtù della loro innocenza. È davvero straordinario vedere quanto essi sono sensibili.
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Discorso di Claes Nobel alla Royal Albert Hall

23 marzo 2012 Inserito in Testimonianze

Questo discorso introduttivo è stato tenuto da Claes Nobel in occasione di un programma pubblico del 3 Luglio 1997, presso la Royal Albert Hall di Londra.

La vita è veramente piena di sorprese. Dopotutto ci stiamo incontrando qui, inspirati dal messaggio e dall’opera della Santa Madre Shri Mataji Nirmala Devi che, pur assente fisicamente, è certamente presente spiritualmente.
Claes Nobel Londra 1997Non è nemmeno presente l’Ayatollah Rouhani, di cui abbiamo appena ascoltato una lettera meravigliosa in cui loda l’opera e la missione della Santa Madre sottolineando anche l’importanza del ruolo delle donne nel mondo e francamente soltanto 36 ore fa non sapevo neanch’io che mi sarei ritrovato qui, alla Royal Albert Hall, a rivolgermi a questo pubblico.
Detto ciò, vorrei dirvi che ho una visione, la visione di un mondo migliore, più sicuro, più equilibrato di quello in cui attualmente viviamo. È un mondo in cui gli esseri umani vivono in armonia e in pace con sé stessi e con la natura. Queste parole possono apparire altisonanti, è senz’altro una visione ambiziosa: troverò mai un modo di tradurla in realtà?
Sì, voglio condividerla con voi e definire il senso dell’incontro di stasera con sole dieci brevi parole che indichino come poter realizzare questa globale trasformazione del mondo. Esse sono: idee giuste, parole giuste, azioni giuste, subito, proprio qui. La parola chiave è ovviamente “giusto”. Il mondo è in lotta per ciò che è giusto. Quello che è giusto per te, potrebbe essere sbagliato per me e viceversa, è relativo. Occorre dunque un punto di riferimento per poter distinguere il giusto dall’errato, il vero dal falso.
Stasera Shri Mataji ci mostrerà cosa è giusto. Stasera Shri Mataji ci darà il potere di diventare maestri del nostro proprio destino. E stasera saremo guidati dall’esperienza della Realizzazione del Sé verso la luce del vero e conosceremo tutti la verità assoluta e la pace assoluta.

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Sahaja Yoga mi ha aperto la porta della vita

22 ottobre 2011 Inserito in Testimonianze

Con grande umiltà e dedizione mi immergo nella profondità della mia anima e cerco di tradurre in linguaggio verbale quello che è il linguaggio del cuore.

La premessa è semplice ma opportuna.
Prima di iniziare il mio viaggio interiore in Sahaja Yoga avevo gli occhi chiusi e non vedevo, avevo il dolore dentro di me e forse non sapevo neanche che dovevo cercare, camminavo su Madre Terra con passi stanchi e avevo nel cuore il buio di chi non vede, di chi non sente il linguaggio dell’anima.
Tradotto in linguaggio medico quale fosse la mia patologia posso descriverla come depressione, disturbo psicotico, bulimia, forte insicurezza, difficoltà alla socializzazione e all’espressione e altri patologie tipiche del male dell’anima.
Pur tuttavia non mi attardo ad essere analitica sul mio passato perché in realtà non mi appartiene, è solo un ricordo nella mia mente ma non un’immagine nel mio cuore.
Sono stata espressiva al riguardo solo per richiamare l’attenzione di quelle persone che vivono nel dolore, quell’immenso dolore che accompagna i passi stanchi di chi non sa dove sta andando!
In questo mio stato di assenza all’interno del mondo ci fu l’incontro con i Sahaja Yogi.
Ricordo che a livello mentale avevo poche risorse per capire cosa fosse Sahaja Yoga ma è stato il mio cuore che l’ha riconosciuto. È stato il mio cuore che guidava i miei passi stanchi ad andare a Roma al programma del martedì, era il mio cuore che si stava nutrendo di una linfa di cui era disperatamente assetato.
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Che significa essere lo Spirito?

27 settembre 2011 Inserito in Testimonianze

Al termine spirito vengono dati diversi significati. Qui noi lo intendiamo come l’essenza di noi stessi, il nostro vero essere che si trova nel cuore. Ovvero è la scintilla di vita che ci permette di distinguerci da un essere inanimato, un automa. Lo chiamiamo anche Sé o Atma (in sanscrito).
Esiste anche un altro termine, anima, che viene spesso usato al posto di spirito; la differenza fra questi due aspetti l’abbiamo già vista in un precedente articolo: Differenza fra Spirito e Anima.

Detto questo, uno si potrebbe chiedere: ma che vuol dire essere lo Spirito? Lo affermiamo con molta disinvoltura nell’esperienza della Realizzazione del Sé, “Io sono lo Spirito”, ma cosa significa in effetti?

A questa domanda è possibile rispondere con la testimonianza della propria esperienza, non esiste una teoria al riguardo, proprio nello stesso modo in cui non è possibile comprendere il valore di principi morali se non sono stati vissuti. Per cui riporterò la mia esperienza al riguardo.

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Meditare all’INAIL

23 luglio 2011 Inserito in Testimonianze

Quando cominciai questa avventura non avrei mai immaginato che avrebbe avuto un successo così grande.
Tutti noi sahaja yogi sappiamo quanto sia importante la meditazione non solo a livello individuale, ma anche a livello sociale, in quanto, riducendo le tensioni e le preoccupazioni (fino ad annullarle), permette lo sviluppo di un’atmosfera serena ed armoniosa in qualsiasi ambiente; e naturalmente nell’ambiente lavorativo è proprio l’ideale, perché là lo stress non manca mai.
Dopo aver proposto di fare un corso di Sahaja Yoga alla sede centrale dell’INAIL, finalmente il primo di gennaio il corso è stato approvato. Continua a leggere »

L’amore del mondo 2

28 gennaio 2011 Inserito in Testimonianze

In un precedente articolo (L’amore del mondo) ho riportato un’esperienza che mostra come lo stato di consapevolezza senza pensieri può aiutarci non solo a rimanere tranquilli nelle situazioni di difficoltà, ma anche a raggiungere una percezione sottile del mondo intorno a noi più profonda del normale.
In quell’esperienza, ero riuscita a percepire l’amore delle persone intorno a me (benché perfetti estranei) e ad essere completamente pervasa da quell’amore al punto da trascendere il disagio e il dolore.
Ecco, però, ricevere amore da persone, da animali, da piante è una cosa un po’ scontata, che in fin dei conti non meraviglia più di tanto, in quanto si sa che tutti gli esseri vivente sono in grado di farlo.
In realtà, la magia di sahaja yoga può portarci oltre questo limite e farci scoprire che tutto al mondo ha uno spirito, persino la materia inanimata…

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Ritornare come bambini

24 gennaio 2011 Inserito in Testimonianze

Un paio di giorni fa ho avuto un’esperienza particolarmente interessante.
Era sabato sera e attendevo l’incontro di meditazione collettivo per i “vecchi” praticanti di Sahaja Yoga, che si tiene comunque ogni sabato. In particolare, sabato scorso il programma era dedicato ai bambini, ovvero erano i bambini stessi a guidare la meditazione. Contrariamente a quello che uno potrebbe pensare, i bambini hanno una capacità di trasmettere amore, e quindi vibrazioni, incommensurabile e quindi le meditazioni con i bambini sono sempre molto gioiose e intense.

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Tai Chi e Sahaja Yoga: due filosofie orientali a confronto

27 novembre 2010 Inserito in Testimonianze

Articolo scritto da Ric Lum, maestro di Yuan-Chi Tai Chi Chuan (Australia)

Ric Lum maestro di Tai Chi ChuanLa prima volta che approcciai il Tai-Chi Chuan, fu durante un seminario di Sahaja Yoga tenutosi nel 1990 in India. Avevo già molti anni di esperienza nelle arti marziali e mi aveva incuriosito quanto Shri Mataji aveva affermato proprio all’inizio di quel seminario: “Spero che un giorno qualcuno rimetterà il Tai-Chi al proprio posto” . (I hope that someday someone will restore Tai-Chi to its proper place)
Un giorno, durante quel seminario, mi trovavo vicino ad una stazione di ricerca agricola fuori da Shri Rampur, nel profondo cuore del Maharastra. Era poco dopo l’alba. Improvvisamente ebbi la visione di un maestro di Tai-Chi che eseguiva il rituale d’apertura del Tai-Chi Chuan. Chiusi gli occhi e abbandonai me stesso al seguito di questa immagine in movimento. Fu così che in quel momento avvertii un intenso flusso di Kundalini salire fino al Sahasrara e oltre, di cui fui deliziato e sorpreso. Quello fu il primo segno che c’era qualcosa di speciale nel Tai-Chi Chuan che sarebbe stato interessante approfondire.
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