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Come cominciare la meditazione

Se è la tua prima volta su questo sito, prendi prima la tua Realizzazione del Sé
8 giugno 2010 In Meditazione

Abbiamo visto che per poter raggiungere uno stato di benessere completo la meditazione può essere un mezzo davvero efficace. Ma per poter meditare dobbiamo, prima di tutto, predisporci allo stato meditativo e ciò avviene risvegliando una energia che si ritrova dormiente nel nostro osso sacro e che viene chiamata Kundalini in sanscrito.
Una delle pagine del sito è riservata ad un esercizio molto semplice (la realizzazione del Sé) che permette tale risveglio: in soli 10 minuti possiamo sperimentare il valore e l’efficacia della meditazione.
Dopo la prima volta non è necessario fare questo esercizio per “alzare la Kundalini” (anche se nessuno ci vieta di farlo tutte le volte che vogliamo), ma ne esiste uno molto più semplice.
Questo esercizio si può fare in ogni momento della giornata, quando vogliamo riportare l’attenzione dentro di noi; di solito la pratichiamo all’inizio e alla fine di ogni meditazione. Potrà sembrare un esercizio banale e meccanico, ma quando la vostra percezione sottile, ovvero la percezione delle vibrazioni (vedi la realizzazione), diventerà più chiara, allora potrete  percepire chiaramente l’effetto di questi movimenti dentro di voi.

Nell’esempio, vediamo il nostro omino seduto a gambe incrociate, ma possiamo svolgere questo esercizio in qualsiasi altra posizione: su una sedia, in piedi e, volendo, anche sdraiati! L’importante è tenere a mente il valore di esso.
Il primo esercizio permette di alzare la Kundalini, mentre il secondo (darsi un bandhan) ci permette di darci una protezione sottile (ovvero energetica): infatti, una volta che l’energia Kundalini è salita, possiamo beneficiarne subito chiedendole di proteggere il nostro sistema sottile da ogni interferenza esterna.

Come alzare la Kundalini

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Portare le mani con i palmi verso l’alto all’altezza dell’osso sacro, la mano destra sotto la sinistra.
Portare la mano sinistra verso l’alto e nel frattempo ruotare la mano destra intorno ad essa. Il movimento rotatorio parte da dietro, poi va verso l’alto e, in avanti, verso il basso. Possiamo seguire con lo sguardo il movimento ascensionale delle mani, guardando il centro del palmo della mano sinistra. Naturalmente, salendo, le mani ruoteranno in modo che alla fine i loro palmi risulteranno essere orientati verso il basso.
Il movimento prosegue fino a portare le mani a 3-4 centimetri sopra la testa.
Quando le mani si trovano sopra la testa, possiamo guardarle ruotando il capo verso l’alto (il nostro omino è un po’ pigro e non lo fa). A questo punto facciamo un nodo con le mani; il nodo indica il fatto che vogliamo che la nostra Kundalini si stabilizzi nel nostro Sahasrara (chakra).
Riportiamo giù le mani e ripetiamo lo stesso esercizio per altre 2 volte, ogni volta incrementando il numero dei nodi fino a giungere a 3 l’ultima volta. Si fa 3 volte, perché 3 sono i nostri canali energetici.

Come darsi un bandhan

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Si tiene la mano sinistra aperta, con il palmo verso l’alto, poggiata sul fianco sinistro. Essa rimarrà ferma per tutto l’esercizio.
Portiamo la mano destra sulla mano sinistra. Sarà essa a muoversi descrivendo un arco (in sanscrito bandhan) intorno al nostro corpo sottile. Essa sale lungo il lato sinistro, esternamente, poi sulla testa fino a giungere alla base del lato destro. Questo movimento viene ripetuto a ritroso fino a riportare la mano destra sulla mano sinistra. Tutto il movimento completo appena descritto corrisponde ad un arco (bandhan).
Ripeteremo il bandhan per 7 volte, perché 7 sono i chakra e il nostro intento è di fornire una protezione sottile ad ognuno di loro.
Quando avremo finito di darci i bandhan, potremo cominciare la nostra meditazione.

Nella seguente video, Shri Mataji spiega come alzarsi la Kundalini e darsi i bandhan:



di Silvana Donato