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Hamsa chakra

26 agosto 2012 In Vishuddhi

Oltre ai sette chakra principali, esistono altri sottochakra. Nonostante l’appellativo di “sottochakra” anch’essi sono molto importanti.

In questo articolo vedremo un chakra posto nella testa fra le due sopracciglia, praticamente alla base del cervello, detto Hamsa chakra. Questo chakra è posto fra il Vishuddhi chakra e l’Agnya chakra andandone a realizzare un’importante connessione.
Questo chakra è posto alla base del cervello, che è chiamato muldar, e questa parte è il controllore totale dell’intera parte della base del cervello. È ancora parte del Vishuddhi chakra ed è estremamente importante per quel che riguarda la consapevolezza umana, perché le due Nadi (Ida e Pingala) prima di entrare nell’Agnya chakra, parte di loro, s’incrociano proprio nell’Hamsa chakra. Così, quando l’ego e il superego si sviluppano nel nostro cervello e coprono l’area limbica, da entrambi i lati i “fili” che vengono dal Vishuddhi si collocano su di loro attraverso l’Hamsa chakra. Esso trattiene alcuni fili, alcune componenti di Ida e Pingala che non sono ancora arrivate all’Agnya, ed esse fluiscono verso il vostro naso e si esprimono attraverso gli occhi, la bocca, la fronte. Come sapete, il Vishuddhi Chakra ha sedici aspetti (petali) che controllano gli organi di comunicazione quali gli occhi, il naso, la gola, la lingua, i denti, ma è l’Hamsa che controlla l’esprimersi di tutte queste parti; è perciò molto importante per gli occi­dentali capire l’Hamsa Chakra.

Il nome di questo chakra, Hamsa, in sanscrito significa “cigno”, un nome alquanto significativo. Il cigno ha una particolare abilità, quella di essere in grado di assorbire il solo latte da una mistura di acqua e latte. Questa capacità di una così sottile discriminazione viene considerata come simbolo della qualità intrinseca di questo importante chakra: il discernimento.

Ma cos’è il discernimento?

Il senso è che questo chakra esprime il buon auspicio nella nostra consapevolezza: se questo centro è vigile e risvegliato, noi riconosciamo subito ciò che è propizio e ciò che non lo è. In altri termini si può dire che otteniamo il discernimento divino.
Si può dire che faccia parte della genetica saper discriminare tra bene e male, tra ciò che è distruttivo e ciò che è costruttivo. L’Hamsa chakra è fondamentale ma possiamo danneggiarlo facilmente a causa di tutti gli organi che riguardano i rapporti collettivi, i condizionamenti e l’ego provenienti dall’esterno. Si spiega così la grande vulnerabilità di questo centro. Gli altri centri non sono così connessi con l’esterno come questo, il quale riceve tutte le informazioni da tutti gli organi di comunicazione.
Gli occhi, per esempio. Gli occhi sono importantissimi perché si dice siano la finestra dell’Anima e voi avete visto che quando la Kundalini ascende e lo Spirito inizia a risplendere, avviene una dilatazione delle pupille, assomigliate a bambini innocenti e c’è uno scintillio nei vostri occhi. Ma con il nostro modo di giocare in continuazione con gli occhi, di usarli in modo sconveniente, con lussuria e avidità, possiamo danneggiare molto seriamente questo centro.

Per comprendere meglio il valore di questo chakra, vediamo un semplice esempio.
Consideriamo i filtri dell’aria. L’aria dall’esterno passa attraverso dei condotti e poi attraverso il filtro il cui compito è di trattenere le impurità e far passare solo l’aria buona. Se però il filtro è sporco, allora non solo non sarà in grado di filtrare l’aria adeguatamente, ma andrà a guastare l’aria che arriva anche nel caso in cui fosse già buona.
Allo stesso modo possiamo immaginare il sistema che funziona in noi. Ci sono gli organi di senso che fanno passare tutto quello che arriva dal mondo esterno, andando ad entrare nella nostra consapevolezza. A quel punto, prima di giungere al nostro Sé, passa attraverso il filtro naturale che è l’Hamsa chakra che andrà a bloccare le impurità e lascerà passare tutto ciò che c’è di buono; è un’operazione che avviene in modo spontaneo, grazie alla caratteristica precipua di questo chakra. Ora però, se per qualche motivo questo chakra si “sporca” o viene usato in modo sbagliato, allora l’operazione di filtraggio sarà compromessa e nella testa arriverà di tutto e si creerà confusione nella mente: non si riuscirà più a capire cosa è bene e cosa è male per noi.
Non è solo quello il problema. Il fatto di non riuscire a percepire la bellezza sottile che è attorno a noi, perché quello che arriva nella nostra attenzione è confuso, ci impedisce anche di gioire di essa. Magari vediamo qualcosa di bello e, se per un momento ne gioiamo, subito dopo possono arrivare dei pensieri o sentimenti negativi a rovinare tutto, per esempio.

Comunque, nello stesso modo in cui si può pulire un filtro possiamo anche mettere a posto il nostro Hamsa chakra. Possiamo veramente raggiungere in noi una tale limpidezza che sarà possibile vedere con chiarezza il mondo intorno a noi, riusciremo a percepirne l’aspetto sottile attraverso i nostri sensi e a valutarne il valore attraverso l’Hamsa chakra.

Nei prossimi articoli vedremo alcune tecniche che possono aiutare a sistemare e proteggere questo chakra e i consigli dati da Shri Mataji in alcuni discorsi.

La posizione dell'Hamsa chakra è individuata dal dischetto azzurro

La posizione dell'Hamsa chakra è individuata dal dischetto azzurro



di Silvana Donato

4 commenti per “Hamsa chakra”

  1. ciao Silvana potresti indicarmi in quali articoli ci sono le tecniche per migliorare l hamsa chakra??nn riesco a trovarlo….grazie!

    • Al momento non ci sono articoli al riguardo. Dico qualcosa qui brevemente.
      Shri Mataji consiglia di mettere il ghee nel naso per proteggerlo. Il ghee non è altro che burro chiarificato: si mette del burro in un pensolino a fuoco basso e si toglie la parte bianca che emerge. Quasta cosa l’ha detta molto spesso. Io l’usavo quando andavo spesso in centro città e funzinava molto bene.

  2. Adriano Ercolani scrive:

    Nella mia umile opinione, formatasi dopo alcuni anni di quotidiana esperienza meditativa, credo non si possa mai sottolineare abbastanza l’importanza dell’Hamsa Chakra. Ed essendo il centro del discernimento dobbiamo più che mai esprimerci con discrezione e accortezza a riguardo ;)
    Se posso aggiungere qualcosa alla più che esauriente esposizione di Silvana, vorrei approfondire l’aspetto del discernimento vibratorio.
    Sicuramente la pratica meditativa, integrata dalla conoscenza di testi illuminati, possono condurci a un livello di saggezza profonda, che ci consente spontaneamente nell’immediato di valutare una situazione, un cosiddetto problema, quale strada percorrere giunti a un determinato bivio della vita. E quindi possiamo sviluppare una facoltà più sottile, non solo affidandoci agli abituali mezzi della valutazione razionale, ma lasciando emergere dall’inconscio il potere chiarificatore dell’intuizione.
    E’ anche vero che però in questo ci vuole…discernimento!
    Nel senso che è a volte non facile distinguere l’intuizione illuminante, il cosiddetto sesto senso, dalle influenze “contaminanti” dei nostri desideri, delle nostre proiezioni mentali etc…
    Come fare dunque a raggiungere un livello di conoscenza oggettiva?
    L’importanza unica e senza precedenti di Sahaja Yoga a mio modesto giudizio risiede proprio in questo: la possibilità di accedere a un livello superiore ai limiti della nostra mente, potendo instaurare nel silenzio della nostra mente una sensibilità ulteriore, e infallibile.
    La possibilità, appunto, di percepire le vibrazioni emesse da ciò che ci circonda. Persone, situazioni, libri, quadri, case…qualsiasi oggetto della nostra attenzione può essere percepito nella sua essenza sottile, nella sua verità spirituale, al di là delle simpatie e antipatie, dei gusti, delle opinioni, delle convinzioni…insomma, di tutti i limiti ingannevoli e illusori della nostra mente.
    Attraverso le vibrazioni noi raggiungiamo un livello di conoscenza assoluta.
    Attenzione, però! Anche qui (più che mai) è assolutamente necessario usare il discernimento. Non solo nell’evitare di “sprecare” l’importante strumento delle vibrazioni per motivazioni futili o banali.
    Ma, prima ancora, dobbiamo capire che possiamo affidarci allo strumento infallibile delle vibrazioni, solo nel momento in cui siamo assolutamente connessi, in meditazione, centrati in consapevolezza senza pensieri.
    Altrimenti, lo stesso strumento vibratorio (come una chitarra scordata, o un elettrodomestico non collegato alla presa di corrente) diventa inutile, o peggio ancora, ingannevole. Se lo strumento non è accordato, invece che incantevoli melodie, emetterà discordanti stonature.
    Quindi, torniamo all’inizio, priorità assoluta è la meditazione, costante e reale, profonda.
    Tutta il nostro benessere, la nostra evoluzione, e la sensibilità vibratoria (quindi la possibilità di distinguere il falso dal vero in ogni circostanza) dipendono da questo.
    Considerando che abbiamo a disposizione la risposta a tutte le domande dela storia della filosofia, la meta agognata da tutti i ricercatori, e che inoltre la meditazione è anche un’esperienza piacevole e rilassante (ed è pure gratis)… che dite, ne vale la pena?!

  3. Camelia scrive:

    Vorrei tanto avvicinarmi, con permesso, all’ argomento del distacco e discernimento.
    La soddisfazione è una variabile dipendente dai pregiudizi e dalle aspettative. Rendere la soddisfazione una variabile indipendente porta al distacco, a dissiparsi nel nulla dell’ego sulla via di “io sono nessuno”. Il puro desiderio attraversa il centro della soddisfazione, riempie il cuore e si trasforma, salendo nella bellezza del gioco, poi diventa ispirazione, portando con se, come ricompensa, il discernimento divino, reale “io sono”.
    Staccare l’attenzione soltanto per un attimo, ed il tutto andrà perso. Vivi il presente – Carpe Diem! Meditare per aumentare la soddisfazione e diminuire il mondo delle illusioni -:)
    Grazie sempre e comunque Silvana,
    Camelia

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