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Il modo di dire le cose

10 luglio 2013 In In evidenza, Racconti

Una mattina, come spesso succedeva, il califfo Harun al-Rashid convocò un indovino e gli raccontò il seguente sogno: ” Ho sognato che i miei denti cadevano l’uno dopo l’altro e alla fine la mia bocca restava senza denti. Cosa ne pensi?”
“Oh! Signore, non è un buon segno. Il sogno significa che i tuoi parenti moriranno prima di te e tu rimarrai solo!” gli disse l’indovino.
Il califfo dapprima si rattristò e poi si infuriò a tal punto che ordinò all’indovino di andare via e di non farsi più vedere.

Quindi convocò un altro indovino e anche a questi raccontò il suo sogno. Questi gli rispose: “Oh! mio signore, è un buon segno. Il sogno prevede che la tua vita sarà lunga e che tu sopravvivrai ai tuoi parenti e vivrai più a lungo di tutti!”.
Il califfo tutto contento disse: “Che bel sogno!”, e diede cento denari all’esperto che lo aveva interpretato così bene.

hallu forte

Più tardi il califfo chiamò il visir e gli ordinò di cercare il primo indovino e di chiedergli scusa per come era stato cacciato dal palazzo. In fondo, il primo gli aveva rivelato la medesima cosa, ma aveva solo sbagliato la maniera di dirla.

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Anche la verità più scottante si può dire in modo gentile, tale da essere accettata senza disappunto da chi ci ascolta. In lingua indiana si dice:

SATYAM BADE, PRYAM BADE… ITAM BADE

Ovvero, bisogna dire la verità e in questa verità dire qualcosa che sia gradevole allo Spirito della persona che ascolta.

Si può ben dire che la gentilezza è l’intelligenza del cuore.



di Silvana Donato