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La Kundalini: la nostra madre interiore

26 settembre 2010 In Kundalini

Buddha e la sua KundaliniIl segreto di Sahaja Yoga, ovvero la possibilità di meditare in modo spontaneo e naturale e di ottenere uno stato di pace e benessere interiore in breve tempo, consiste nel risveglio di un’energia interiore che si trova nel nostro osso sacro e che viene chiamata in sanscrito Kundalini. Essa è la nostra Madre Interiore, perché come una madre si prende cura di noi, del nostro sistema sottile/energetico nel momento in cui viene risvegliata. È lei a donarci uno stato di completo benessere, risvegliando tutte le nostre qualità innate che risiedono nei vari chakra (centri energetici).
La Kundalini risiede avvolta in tre spire e mezzo nel nostro osso sacro ed è il residuo di un’energia primordiale, detta in sanscrito Adi Shakti (o Adi Kundalini), la stessa che ha creato e regola l’intero universo. Da qui possiamo già comprendere il valore che essa abbia nella nostra esistenza.
La Kundalini non è solo in grado di farci stare bene ed in salute, ma anche di elevarci ad un livello superiore. Noi innocentemente crediamo che il livello che abbiamo raggiunto, quello di “homo sapiens”, è un alto livello evolutivo; sicuramente lo è, ma non è l’ultimo. Noi possiamo proseguire nella nostra evoluzione e raggiungere un livello più elevato, quello in cui tutte le illusioni del mondo svaniscono e noi effettivamente raggiungiamo uno stato di benessere completo, che possiamo chiamare beatitudine. Questa nuova dimensione della nostra coscienza è detto in sanscrito turiya, che significa “quarto”. Infatti, gli esseri umani vivono normalmente in tre dimensioni: quella fisica, quella mentale e quella emozionale; la quarta dimensione è quella spirituale.

In passato si è già parlato della Kundalini, ma non da sempre.
Caduceo ermeticoPer esempio, nella Bhagavad Gita Shri Krishna parla dei vari aspetti dello yoga, ma non menziona affatto i chakra e la Kundalini. Per molto tempo questa conoscenza fu riservata a pochi. Un santo di nome Markandeya (che si dice essere vissuto quattordicimila anni) descrisse questa quarta dimensione come una benedizione della Madre Primordiale.
La seconda persona ad aver trattato l’argomento fu Adi Shankaracharya, il quale scrisse molti libri, il primo dei quali (Vivek Chudamani) descrive la quarta dimensione e dice perché dovremmo cercare di perseguirla. Ma la sua opera suscitò reazioni negative da parte di alcuni intellettuali e così egli decise di dedicare le sue opere solo alla lode della Madre Primordiale (per esempio il famoso Saundarya Lahari).
Poi, nel dodicesimo secolo, venne un grande santo, nato nel Maharastra (India), chiamato Gyaneshwara. A quel tempo la tradizione voleva che un maestro (del Nathpanthis) desse la realizzazione al massimo ad un discepolo; per cui era assolutamente inconcepibile che un maestro parlasse della quarta dimensione alla gente comune, alla quale veniva solo detto che doveva ricordasi di Dio cantandone le lodi. Ma lui, questo grande santo e poeta, decise che fosse tempo ormai di rendere più chiaro alla gente l’argomento dell’ascesa spirituale.
Così Gyaneshwara scrisse un trattato sulla Bhagavad Gita chiamato Gyaneshwari. Nella Gita Shri Krishna dice che una persona dovrebbe raggiungere lo stato di Sthita Pragya (lo stato di colui che è in equilibrio grazie all’illuminazione che deriva dalla conoscenza divina): esso viene descritto, ma nulla è detto su come conseguirlo. Nel sesto capitolo del Gyaneshwari, con molta delicatezza, il poeta descrive la natura di questo quarto potere, chiamato Kundalini, che riposa nell’osso sacro; racconta come questa possa essere risvegliata da una grande anima e grazie a questo risveglio si raggiunga il quarto stato di coscienza. Ma questo capitolo non fu compreso dai detentori del potere religioso dell’epoca e ne vietarono la diffusione e la lettura.
Più tardi, nel sedicesimo secolo, molti furono i santi che si misero a parlare della Kundalini, dei canali e dei centri energetici a livello di massa. In tutta l’India questi santi hanno parlato della conoscenza del Sé e della realizzazione del Sé (Atma Sakshatkar). Alcuni santi cercarono di dare la realizzazione ai loro discepoli, ma di fatto la diedero solo a poche persone, perché pensarono che il mondo non fosse ancora pronto a riceverla.
Kabir scrisse in proposito: «Come spiegherò a queste persone, che sono cieche, la luce?».
La maggior parte dei santi che ha provato a diffondere questa conoscenza a livello di massa è stata tormentata da intellettuali che non erano in grado di vedere la verità e quindi di apprezzarla; essi consideravano questi santi come degli imbroglioni intenti solo a sviare la gente.

Athena di Algardi

Athena di Algardi

In realtà, la conoscenza della Kundalini non è limitata solo all’India.
Naturalmente essa è richiamata in molte culture, ma in forme diverse. Per esempio, il riconoscimento dell’esistenza di una Madre Primordiale si riscontra in diversi popoli; ella venne chiamata Atena in Grecia, Minerva nell’antica Roma, Kwan Yin in Cina, etc. (vedi articolo La Grande Madre nelle antiche culture).
Un altro esempio è il simbolo usato per la Kundalini: il serpente. Esso è un simbolo di sapienza e conoscenza.
Si può notare che esso viene raffigurato accanto ad Atena e a Minerva. Viene raffigurato nella dimensione illuminata del Buddha. Nella bibbia il serpente è colui che risveglia il desiderio di conoscenza in Adamo ed Eva, la conoscenza della Verità, ovvero la conoscenza di Dio; proprio come dentro di noi la Kundalini ci permette di conoscere noi stessi a livello sottile e di connetterci con l’energia divina onnipervadente. Il serpente è anche il simbolo riportato nel Caduceo: due serpenti attorcigliati attorno ad un bastone; essi ricordano la lotta fra gli opposti (il lato solare e quello lunare) che vengono bilanciati dalla via di mezzo (il bastone in questo caso).
Ricordiamo poi che gli antichi greci chiamarono l’osso triangolare alla base della colonna “osso sacro” e quello in cima alla testa (la parte che era morbida alla nascita) “osso della fontanella”, per cui è chiaro che essi avevano intuito qualcosa.

Come e quando si sviluppa il sistema sottile nel nostro corpo?
Il sistema energetico si crea quando il feto è a circa 2 o 3 mesi di sviluppo; in quel momento, una colonna di raggi emessi dall’energia divina onnipervadente passa attraverso il cervello per illuminarlo; il cervello è a forma di prisma, quindi i raggi vengono rifratti in 4 diversi canali, corrispondenti ai quattro aspetti del sistema nervoso:

  1. il sistema nervoso parasimpatico (canale centrale o Sushumna Nadi)
  2. il sistema nervoso simpatico destro (canale destro o Pingala Nadi)
  3. il sistema nervoso simpatico sinistro (canale sinistro o Ida Nadi)
  4. il sistema nervoso centrale

I raggi che passano attraverso l’osso della fontanella (detto Brahmarandhra), passano poi direttamente per il midollo allungato attraverso il canale centrale (Sushumna Nadi). Questa energia, dopo aver lasciato una linea sottilissima nel midollo allungato, si stabilizza avvolta in tre spire e mezzo nell’osso triangolare posto alla base della colonna, detto Mooladhar (da non confondersi con il Mooladhara chakra). Questa è la Kundalini.
Quindi l’energia sottile entra attraverso il centro del cervello (Sahasrar Brahmarandhra)  e va giù per la sua via attraverso sei centri. La manifestazione grossolana di questa energia sottile nel canale “Sushumna” del midollo spinale è chiamato sistema nervoso parasimpatico e i chakra sono espressi come plessi fuori del midollo spinale. Sorprendentemente, noi abbiamo fuori lo stesso numero di plessi e sotto-plessi pari proprio al numero dei chakra e dei loro petali (aspetti sottili) dentro il midollo spinale.

Mappa dei Chakra

Sistema sottile, chakra, Kundalini

Detto ciò, è chiaro che è tutto pronto dentro di noi fin dalla nascita e che come naturalmente la Kundalini è passata per il nostro canale centrale per dimorare nel nostro osso sacro, altrettanto naturalmente dovrebbe avvenire il suo risveglio. La Kundalini, una volta risvegliata, sale attraverso il canale centrale, passa nuovamente attraverso il Brahmarandhra e si connette con l’energia onnipervadente: questa unione è detta yoga.
Passando per i centri energetici dislocati lungo il nostro midollo spinale, essa li cura e li rende migliori; in altre parole, un po’ più poetiche, essa nutre i chakra come dei fiori e li aiuta a sbocciare, affinché emanino la loro stupenda fragranza.
Effettivamente quello che si percepisce quando un chakra è evoluto, è che si apre e irradia energia; questa energia ci fa sentire gioia e armonia, un completo benessere.

Kundalini: A Secret Science Till the 6th Century

Kundalini: Una Scienza Segreta fino al Sesto Secolo
In questo video, Shri Mataji racconta quanto riportato in questo articolo a proposito della diffusione delle conoscenze sulla Kundalini a livello di massa.



di Silvana Donato

13 commenti per “La Kundalini: la nostra madre interiore”

  1. come si manifesta il risveglio della kundalini?

    • Se ho capito bene la domanda, proverò a rispondere.
      La Kundalini si risveglia seguendo l’esperienza che della Realizzazione del Sé.
      Quando la Kundalini è salita fino al Sahasrara, attraversando gli altri chakra, è in genere possibile percepire della brezza fresca fuoriuscire dalla cima della testa e dalle mani.
      Dico in genere, perché qualcuno potrebbe sentire all’inizio calore: è il calore prodotto dalla Kundalini durante il suo lavoro sottile sui chakra.
      Oppure uno potrebbe sentire del pizzicorio sulle dita e altre anologhe sensazioni.
      La percezione iniziale è soggettiva, perché ognuno è in uno stato interiore diverso, ma generalmente, dopo la prima esperienza di meditazione, uno si sente più rilassato e può sentire fresco come ho detto.
      Se poi, dopo la prima esperienza, uno è già in grado di raggiungere immediatamente l’illuminazione… ben venga :)

  2. Che significa se il calore iniziale si ferma al 3° occhio (6° Chackra) e sul capo, ma non arriva fino alla fontanella?
    La sensazione che sento è di calore, come un soffio caldo, che vortica su se stesso…

    • Prima di tutto, se senti salire del calore, questo significa che la Kundalini nel salire ha incontrato degli ostacoli e il lavoro che essa fa nel rimuoverli genera del calore. Dopo un po’ dovresti poter sentire fresco.
      Il fatto che l’energia si blocchi a livello del 6° chakra può essere dovuto a diversi motivi. Per esempio se uno legge troppo e troppe cose, l’Agnya tende a sovraffaticarsi. Lo stesso vale se uno pensa molto e svolge un’attività che richiede molto lavoro mentale.
      Prova per qualche giorno ad evitare letture pesanti, cerca di scaricare la tensione dell’Agnya chakra guardando verso terra e poi prova ad usare l’affermazione “Io perdono” portando la mano sulla fronte. Inoltre prova a fare dei pediluvi con l’acqua più fresca.
      Se, dopo questi trattamenti, senti ancora calore nel 6° chakra e la kundalini si blocca sempre lì, prova a contattarci direttamente tramite la pagina dei contatti: contatti.

  3. Ok, grazie infinite :)

  4. stefania scrive:

    Quando mi metto ferma nel letto sento vibrare, pulsare, piccole scariche elettriche in tutto il corpo, che aumentano se mi concentro in un punto specifico, sento l’energia che gira in senso orario, che scorre anche lungo la colonna vertebrale e quando arriva alla testa, a volte, percepisco un leggero soffio di vento sulla fronte vicino alle sopracciglia specialmente a sinistra e se le vibrazioni in testa aumentano mi è capitato di andare da qualche parte, penso in astrale. Questa fuoriuscita mi è capitata 4 volte in 1 anno circa, ma non mi addormento, passo dalla situazione coscente a un’altra “dimensione”.
    Se potete aiutarmi ne sarei grata. Grazie

    • Andrea Greco scrive:

      Ciao, provo a rispondere. L’energia Kundalini è una forma di energia che agisce in modo piuttosto dolce e naturale, molto simile all’azione della crescita spontanea aiutata da una Madre interiore. Gli effetti sono decisamente riequilibranti e piacevoli, sia dal punto di vista fisico che interiore. La vibrazione o il pulsare che tu avverti sul corpo non è dovuto alla Kundalini. Quel che hai descritto sembrerebbero quelle che sia chiamano OBE (Out of body experience), esperienze fuori dal corpo. Queste esperienze non sono rarissime nelle persone e possono svanire col passar del tempo.
      Sul cosa siano, posso provare a darti una spiegazione di tipo energetico/sottile che è collegata con la pratica di Sahaja Yoga. Abbiamo un corpo fisico ed uno energetico. Il corpo sottile o energetico ha tre canali di energia ai quali attingiamo.
      Un canale energetico di lato sinistro (Ida Nadi) legato all’emotività ed al passato. Un canale energetico di lato destro (Pingala Nadi) legato invece all’azione, al pensiero ed alla pianificazione futura. Infine, un canale centrale dell’equilibrio psico-fisico-energetico (lungo la colonna vertebrale) (Sushumna Nadi). Questi tre canali energetici sono alla base del nostro equilibrio generale. Il buon senso ci spinge a ricercare la pace e l’equilibrio del canale centrale, che ci induce a sperimentare una vita serena ed in buona salute generale. Nella quotidianità siamo un po’ tutti soggetti a “sfruttare” un po’ troppo uno dei due canali laterali (destro o sinistro). Nulla di anormale tuttavia, è un po’ la regola comune, perchè non riusciamo ad avvedercene consapevolmente, e come un succede per due corde se vengono usate eccessivamente potrebbero logorarsi e farci sbilanciare da una parte (come la bilancia). Le OBE e le sensazioni di fuoriuscita astrale sono legate all’eccessivo sfruttamento del canale sinistro (Ida Nadi). Ripeto che possono essere rare ma non così tanto, soprattutto in periodi in cui quel famoso canale sinistro risulta un pochino sotto stress. Come fare per riequilibrarci energeticamente al centro? Le tecniche di Sahaja Yoga sono molte e facilissime da impiegare. Nel sito http://www.sahajayogabenessere.com/ troverai molti suggerimenti su come portare benessere anche al nostro sistema sottile. Queste esperienze, essendo legate a una fase momentanea di “sfruttamento” eccessivo del canale sinistro tenderanno a ridursi e a svanire nel canale centrale, una volta ripristinato un apporto equilibrato nel nostro sistema sottile/energetico. Spero di aver spiegato un argomento un po’ intricato, ma che non è poi così strano.
      Un saluto
      Andrea

  5. stefania scrive:

    Grazie Andrea e buona giornata

  6. annuzza83 scrive:

    buongiorno a tutti, scusate ma è la prima volta che entro e leggo queste cose meravigliose. Ho già letto in merito perkè nella mia evoluzione credo ke questo sia un passaggio fondamentale. Attualmente sto cercando di avere dei viaggi astrali e spero di essere a buon punto.
    Quanto riguarda la kundalini (il termine madre è sublime), ho sempre letto nei vari manuali ke un risveglio senza una buona apertura dei chakra potrebbe dare problemi anche gravi al sistema nervoso centrale.
    Infatti se il settimo chakra nn è aperto questa energia rimarrebbe ferma a livello della testa bruciando le connessioni nervose.Altra cosa, comune a tutto quello ke ho letto, dice ke il risveglio si percepisce come un energia infuocata ke sale lungo la colonna vertebrale ed è inconfutabile sapere quando realmente è salita. Queste tecniche sembrano rivoluzionarie rispetto a quello ke ho sempre appreso, sapreste dirmi se ci sono rischi?

    • In verità, anche leggendo testi più antichi (come Dnyaneshwari che parla appunto della Kundalini) non si parla di effetti collaterali negativi.
      Il punto fondamentale da comprendere è che, in passato, il risveglio della Kundalini poteva avvenire solo dopo aver purificato tutti i chakra, il che poteva richiedere tutta una vita (o anche più vite). In questa epoca non è più necessario seguire questa procedura, perché il Sahasrara chakra (il settimo chakra) è stato aperto a livello universale nel 1970; diciamo che è un passo avanti nella nostra evoluzione in quanto ora tutti possono ottenere il risveglio della Kundalini.
      Risvegliare la Kundalini non vuol dire però che raggiungere immediatamente il top della propria evoluzione, ma è un aiuto concreto nel processo evolutivo, in quanto la Kundalini stessa è in grado di purificare i chakra.
      La manifestazione della Kundalini è brezza fresca e un senso di leggerezza e benessere. Si può sentire del calore all’inizio, quando la Kundalini agendo sui chakra produce attrito e genera così calore; ma questo fenomeno è passeggero. Si può quindi sapere se è salita, perché si sente della brezza fresca fuoriuscire dalle mani e/o dalla testa. E’ davvero semplice, così semplice da sembrare incredibile. Però è così ed è ora alla portata di tutti.
      Però ripeto che, benché questo processo sia semplice e alla portata di tutti, andare in profondità ed elevarsi è comunque sempre un’impresa personale, che dipende dalla propria dedizione.
      Spero di aver soddisfatto la domanda. Comunque la tua esperienza personale è quello che conta più che le parole. Nella pagina La Realizzazione, c’è un esperimento di questa meditazione e uno può provare su se stesso come e se funziona. :)

  7. annuzza83 scrive:

    grazie mille per l’esaustiva risposta….proverò!!!

  8. Sophie scrive:

    Salve a tutti!! mi sento in imbarazzo XD..
    Cmq è da mesi, praticamente da dicembre che mi sono interessata ai Chakra in generale solo che non ho la possibilità di seguire dei corsi, e non conosco nessuno che possa aiutarmi.. inoltre quando medito, sento un bruciore in entrambi le mani, ma soprattutto nella mano sinistra.. tutte le parti, soprattutto i polpastrelli.. poi ho letto su un sito (nn ricordo quale) che questo bruciore è l’energia che emaniamo, e quindi possiamo trasmettere questa energia nei chakra per aiutare la loro attivazione.. adesso chiedo il vostro aiuto. sapreste dirmi per favore come faccio a sapere se ho dei chakra bloccati e come attivarli? So che non è uno skerzo, non è un capriccio voglio impegnarmi veramente a conoscere ME STESSA.. vi sarei veramente grata se qualcuno mi rispondesse!! grazie mille!!!!

    • Ciao Sophie, non sentirti imbarazzata perché questa conoscenza si sta diffondendo in occidente solo negli ultimi decenni e quindi è naturale che non si sappia tutto quello che c’è sapere.
      Come hai già detto, è possibile sentire lo stato dei nostri chakra sulle mani; ma per poterlo sentire è necessario prima che riusciamo a percepire il nostro sistema energetico e questo avviene tramite il risveglio dell’energia Kundalini, proprio come è scritto in questo articolo.
      Quando questa energia sale lungo il nostro canale centrale, essa si manifesta come una brezza fresca che si può percepire fuoriuscire dalle mani o sulla cima della testa. Però se la Kundalini incontra degli ostacoli, ovvero se i chakra sono un po’ bloccati, essa li cura e questo lavoro produce calore.
      Però ci sono delle semplici tecniche che ci aiutano a liberarci dal calore, per agevolare il lavoro della Kundalini.
      Su questo sito c’è un corso online gratuito e seguendolo potrai imparare tutto quello che serve.

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