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Meditazione guidata: lo stato di consapevolezza senza pensieri

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13 dicembre 2010 In Meditazioni guidate

Meditare significa stare nel centro (medi=mezzo), completamente nel presente in uno stato di Consapevolezza Senza Pensieri, detto in sanscrito Nirvichara Samadi. In questo stato si è automaticamente rilassati e sereni, pieni di energia e vitalità. Nella seguente video, Shri Mataji parla di questo stato di consapevolezza senza pensieri.

Come per ogni meditatione, prima di tutto sedetevi comodamente nel vostro angolo dedicato alla meditazione, alzate la vostra Kundalini, poggiate le mani sulle ginocchia e apritele bene con i palmi verso l’alto. Se conoscete l’inglese, potete chiudere gli occhi mentre ascoltate, oppure tenerli comunque aperti per vedere la video. Provate a lasciar andare i vostri pensieri, mentre ascoltate o leggete (nei sottotitoli) le parole di Shri Mataji sulla meditazione.



di Silvana Donato

Ci sono 13 commenti

  1. Antonino Buonamico scrive:

    E’ molto interessante questa consapevolezza senza pensieri. Io mi sforzo di ottenerla in meditazione, ma non ottengo il silenzio. Invece la mia coscienza, apparentemente priva di pensieri, è sommersa da sensazione fisiche come i movimenti respiratori, pulsazioni, vibrazioni e un suono, come una specie di sibilo. A volte sento muoversi aria o liquidi nel mio apparato digerente. Come faccio ad isolarmi da tutte queste percezioni?

    • Silvana Donato scrive:

      Lo stato di silenzio di cui parliamo è “lo spazio” tra un pensiero e l’altro, che viene detto vilamba in sanscrito.
      Sicuramente lo avrai sperimentato in altre occasioni, per esempio nel momento in cui stavi facendo un disegno o dipingendo una staccionata (sono solo esempi); in questi casi siccome la nosta attenzione è completamente concentrata sull’operazione che stiamo svolgendo, può capitare di essere senza pensieri.
      Quello che succede però in questi casi è che l’attenzione è appunto orientata fuori di noi verso la nostra azione, mentre quello che vorremmo raggiungere è uno stato di consapevolezza senza pensieri permanente e con la nostra attenzione interiorizzata e allo stesso tempo espansa a 360 gradi. E questo può succedere solo quando tutti i nostri livelli sottili sono completamente integrati e connessi con la Realtà.
      Quindi la risposta alla domanda è: raggiungere questo stato è possibile grazie alla meditazione, ma a piccoli passi. A mano a mano che lo spazio tra i nostri pensieri si allarga, lo stato di silenzio mentale si manifesta da sé. La meditazione è il mezzo per sviluppare uno stato di silenzio e integrazione che poi ci serve nella vita quotidiana, per viverla al meglio.
      In ogni caso, quello che senti va bene. Ovviamente nel momento in cui si quieta il rumore che è nella nostra testa, finalmente riusciamo a sentire tutto il resto… la vita.

  2. Carola Altea scrive:

    Tutti dovrebbero provare a raggiungere la consapevolezza senza pensieri, dovrebbe essere insegnata a casa e nelle scuole. Troppe persone ancora sottovalutano l’ importanza della meditazione come mezzo per la conoscenza di se stessi e come mezzo di guarigione.
    Mi complimento per il bellissimo sito di inestimabile valore! Come dice un mio caro amico la verita’ e dio non si comprano.

  3. Laura scrive:

    “nessun pensiero è importante, perchè si tratta di una vostra creazione” dice shri mataji…credo di non aver capito…

    • Silvana Donato scrive:

      Ciao Laura, la risposta è molto semplice e sicuramente alla fine del corso sarà chiarissima (se riesci a meditare in modo costante, naturalmente).

      Si può percepire nella meditazione, nel momento in cui la nostra testa è libera, libera dai pensieri, che noi siamo in uno stato di veglia ma senza pensieri.
      Poi, improvvisamente, un pensiero arriva, ma da dove arriva? Questo è il punto. Viene veramente da noi stessi?
      Noi siamo come delle oasi di pace immerse in un mare agitato e quei pensieri sono come delle onde che arrivano a bagnare le nostre rive; magari inizialmente sono delle ondate, ma più riusciamo a stabilizzare questo stato di consapevolezza senza pensieri e più queste onde si abbassano e diventano meno frequenti.
      E a questo punto possiamo chiederci: Sono io quello che penso?

  4. Laura scrive:

    ti ringrazio, è già più chiaro!

  5. francesca scrive:

    volevo sapere se prima di effettuare di effettuare ogni meditazione e ogni chiusura bisogna alzare la kundalini, scusa ma sono nuova e sto cercando di imparare come fare ogni passaggio correttamente

  6. Gil scrive:

    Mi viene naturale dopo la meditazione pregare Gesù, io sono di religione cattolica; vorrei sapere non vado contro la mia religione cantando i mantra?
    Io però sento che mi sento bene continuando così, mi dai un tuo parere Silvana? Grazie, namastè

    • Silvana Donato scrive:

      Certo che va bene così. Gli altri mantra puoi usarli quando e se ti senti di farlo. Infatti abbiamo messo insieme ai mantra anche delle affermazioni per chi non si sente a proprio agio con i mantra in sanscrito.

  7. Gil scrive:

    Grazie Silvana, sei sempre molto chiara nelle risposte. Grazie di cuore :)

  8. Mattia scrive:

    Ciao Silvana, sto andando avanti con le lezioni e arrivato a questa vorrei chiederti se la meditazione non è che osservare i nostri pensieri. Senza cercare di controllarli, lasciandoli scorrere. La consapevolezza senza pensieri, il “no mente” cosa diventa allora? Basta ascoltare lo spazio che c’è tra i pensieri? grazie m

    • Silvana Donato scrive:

      Si è come hai detto, si osservano i pensieri, lasciandoli passare. Poi a mano a mano si diradano (non in un giorno in genere, ma dopo un po’ di tempo di pratica) e poi arrivi ad essere senza pensieri. Ma in genere anche lo stato senza pensieri prende tempo a stabilizzarsi, psecie se vivi in città….

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