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OM: l’origine di tutti i mantra

9 giugno 2010 In Mantra, Meditazione

OMKARIl primo suono che ha seguito l’evento della creazione dell’universo si dice che sia stato l’OM. Questo suono concentra in sé tutte le energie che entrano in gioco nella Creazione dell’Universo e nella sua evoluzione. Il suo simbolo è l’OMKARA (vedi immagine); vi daremo una descrizione dettagliata di questo simbolo primordiale e della sua origine in un articolo successivo.
In generale, chiamameremo mantra un suono, una parola o una frase in grado di portare beneficio diretto al nostro sistema energetico. Mantra deriva dal sanscrito manana che significa meditare. Quando pronunciamo un mantra durante la meditazione possiamo percepirne immediatamente l’effetto benefico e migliorare la qualità della nostra meditazione. I mantra sono notoriamente in lingua sanscrita, ma anche quelle affermazioni nella nostra lingua che aiutano i nostri chakra a migliorare (come nel caso delle frasi pronunciate nella Realizzazione del Sé) possono essere considerati come dei mantra.

OM è composto di tre elementi fondamentali: A, U, M.
A è l’energia potenziale del canale sinistro, U del canale destro e M del canale centrale; per cui possiamo usare questi suoni singolarmente o combinati insieme per migliorare i nostri canali energetici.
Possiamo praticare questo mantra all’inizio della nostra meditazione per portar la pace e il silenzio dentro di noi; inoltre pronunciare un mantra durante la meditazione, andando a pulire i canali, aumenta il flusso di vibrazioni che potremo percepire. È bene notare che un mantra non va pronunciato ripetutamente per molte volte, ma poche volte e con pura attenzione: questi suoni sono la fonetizzazione delle vibrazioni e nel momento in cui li pronunciamo, nel modo giusto e con la massima attenzione, hanno un effetto diretto sui nostri centri energetici.

Cominciamo con il praticare il primo mantra, ovvero l’OM. Vi illustreremo alcuni esercizi che potrete provare a vostro piacimento durante le vostre meditazioni. Vi invitiamo a cominciare ogni meditazione alzandovi la Kundalini come descritto nell’articolo Come cominciare la meditazione.

Esercizi

Chiudete gli occhi o teneteli aperti a seconda di come vi sentite meglio. Sedetevi comodi ma con la schiena dritta in modo di essere liberi di respirare e pronunciare ogni suono nel miglior modo possibile. Quando pronunciate la A, cercate di tenere la bocca ben aperta, in modo che venga fuori un suono chiaro. Ogni volta che pronunciate uno dei suoni proposti, fate un bel respiro e pronunciatelo per tutta la durata del vostro fiato.

Esercizio 1

3 volte A. Pausa. (canale sinistro)
3 volte U. Pausa. (canale destro)
3 volte M. Pausa. (canale centrale)
Con questo esercizio lavorerete i canali individualmente.

Esercizio 2

3 volte AUM. (tutti i canali)

Esercizio 3

3 volte AUM in modo che la A abbia durata maggiore. Pausa. (canale sinistro)
3 volte AUM in modo che la U abbia durata maggiore. Pausa. (canale destro)
3 volte AUM in modo che la M abbia durata maggiore. Pausa. (canale centrale)

Esercizio 4

3 volte A. Pausa. (canale sinistro)
3 volte U. Pausa. (canale destro)
3 volte M. Pausa. (canale centrale)
3 volte AUM. (tutti i canali)
3 volte AUOM. (tutti i canali)
3 volte AUOÕM. (tutti i canali)
3 volte OÕM. (tutti i canali)

Quest’ultimo esercizio è il più completo. Esso prevede l’uso di un paio di altri suoni: O e Õ. O risulta dalla contrazione di A e U. Mentre Õ è un suono molto simile alla O nasalizzata pronunciata dai francesi; per pronunciare la Õ, provate a occludere le narici nella parte alta del naso, internamente, e poi dite O: non è immediato per noi, per cui provate diverse volte fino a che il suono viene.
La Õ nasalizzata viene chiamata anusvara in sanscrito e nel simbolo della OMKARA corrisponde alla virgola con il punto in alto a destra.
Per facilitare l’apprendimento di quest’ultimo esercizio, potete seguire la registrazione riportata di seguito. È in inglese, ma molto semplice. Nella registrazione, l’esercizio viene presentato dal dr Arun Apte, che era un eccellente cantante di musica classica indiana, un insegnante di musico-terapia e il direttore di un’accademia di musica ed arte indiana vicino Mumbai (in italiano Bombei). Egli mostra come si fa l’esercizio e poi alcuni allievi lo ripetono: vi invitiamo a seguirli.

Per prima cosa, il dr Apte invita a cantare 3 volte SA (che corrisponde grossomodo al nostro DO nella scale musicale); poi si passa ad AKAR che è A, ad UKAR che è U e a MAKAR che è M. E così di seguito come indicato dall’esercizio 4.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

scarica l’esercizio

Ora è disponibile una video con i sottotitoli in italiano:



di Silvana Donato