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Sentire i chakra sulle mani: cosa sono le vibrazioni?

12 luglio 2010 In Scienza, Vishuddhi

Vibrazioni sulle maniAbbiamo visto in articoli precedenti (vedi Realizzazione del Sé), che la meditazione di Sahaja Yoga ci permette di percepire concretamente lo stato interiore dei nostri centri energetici, chakra, sulle nostre mani. E’ come se le  nostre mani “ci parlassero” e ci dicessero cosa succede dentro di noi in modo obiettivo.
Quello che succede in pratica è che l’energia Kundalini sale, a partire dall’osso sacro, attraverso i nostri canali energetici che si concretizzano fisicamente nel nostro sistema nervoso autonomo, che è il mezzo fisico attraverso il quale possiamo avere conoscenza interiore di noi stessi. Le terminazioni del sistema nervoso autonomo giungono fino alle nostre mani, e anche in altre parti del corpo (vedi mappa dei chakra), ed è per questo che possiamo percepire questa energia Kundalini su di esse. Abbiamo dato un nome a questa energia percepita: vibrazioni.

Le vibrazioni si manifestano come una leggera brezza fresca. Possiamo percepire questa brezza fresca fuoriuscire dalle mani o dalla cima della testa. Oppure possiamo percepirla dentro di noi in corrispondenza dei chakra o dei canali energetici; questa percezione è accompagnata da uno stato di rilassamento e di benessere diffuso, che facilita la nostra meditazione.

Ma cosa sono effettivamente le vibrazioni?

A livello fisico possiamo considerarle come energia elettromagnetica, che ha però una frequenza molto più alta rispetto a quelle notoriamente trattate. Nonostante ciò, è possibile che queste onde elettromagnetiche possano essere “catturate” in una fotografia proprio come le onde luminose (la luce e i relativi effetti cromatici), in particolari situazioni di elevata intensità. Sono anche stati fatti esperimenti e realizzate macchine per rilevare l’energia emessa dai singoli chakra o dell’ambiente che ci circonda.

Vibrazioni fotografate

Nota: nelle foto si notano due casi particolari in cui è stato possibile fotografare le vibrazioni. Naturalmente il lettore potrebbe pensare che siano foto truccate: sarà la sua esperienza personale a provare la veridicità di questo fenomeno.

Un’altra testimonianza ci arriva da un team di medici come riportato nell’articolo: “Variazioni della temperatura cutanea associati al silenzio mentale” (clicca qui per vedere l’articolo). Si tratta di uno studio realizzato recentemente che dimostra che tramite la meditazione di Sahaja Yoga effettivamente si rileva un calo della temperatura cutanea in corrispondenza dei palmi delle mani, a differenza di altri tipi di rilassamento e di meditazione che non hanno nessun effetto o, al contrario, possono causare un aumento della temperatura. Questo corrisponde con quanto affermato in precedenza, ovvero che le vibrazioni si presentano con una brezza fresca, un fenomeno che si attua a prescindere dalle naturali variazioni del calore corporeo.

Ma pur arrivando pian piano ad avere sempre più prove scientifiche dell’esistenza delle vibrazioni della Kundalini, risulta comunque difficile arrivare a capire a livello razionale come questa energia sia in grado di curare i nostri chakra.
Possiamo dire che queste vibrazioni sono una forma evoluta delle energie elettromagnetiche a noi comunemente note. Esse sono dette in sanscrito Chaitanya.

Queste vibrazioni sono onnipervadenti, ovvero si trovano ovunque, e regolano il funzionamento di tutto l’universo dalla più piccola particella fino alle immense galassie; fanno funzionare tutto in maniera così perfetta che non potremmo nemmeno lontanamente immaginare un computer in grado di realizzare un lavoro così complesso. Sono loro che permettono agli elettroni di girare intorno al nucleo senza farli collassare, sono loro la forza vitale che permette ad un seme di germogliare, sono loro che regolano tutto, in maniera così sottile e discreta che nemmeno ce ne rendiamo conto.

E allora perché, se queste vibrazioni sono così efficienti, i nostri chakra non vengono automaticamente curati da esse? Il punto è che esiste comunque il “libero arbitrio”, ovvero noi abbiamo la libertà di deviare da ciò che ci fa stare bene. Deviando dallo stato di equilibrio, i nostri chakra perdono energia e la capacità di esprimere al meglio se stessi.
Però, come già detto, noi abbiamo anche la possibilità di riportare i chakra all’equilibrio, permettendo alle vibrazioni dell’energia Kundalini di agire. Non solo. Quando l’energia Kundalini è risvegliata e sale su fino all’ultimo chakra, a quel livello si crea l’unione (yoga significa proprio unione) con tutta questa energia Chaitanya onnipervadente (detta Param Chaitanya) e questa connessione, chiaramente, ci consente di attingere da una fonte infinita di energia di qualità superiore.

Nella nostra vita comune, prima di cominciare questo percorso, noi ci sosteniamo grazie all’energia di tipo materiale (animale) che otteniamo dal cibo. E’ un’energia che si esaurisce, che ha i suoi limiti e che non ha nessun effetto evolutivo, ma che comunque ci consente di vivere. Quando, invece, tramite lo Yoga, ci si connette con la fonte di energia universale, il Param Chaitanya, allora l’energia di cui il nostro sistema energetico si nutre non solo non si esaurisce mai, ma ci aiuta ad ottenere un benessere globale fino a giungere in uno stato di beatitudine assoluta.
E tutto ciò, senza muoverci da casa. Bello no?



di Silvana Donato